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Lo splendore geometrico e meccanico e la sensibilità numerica

Lo splendore geometrico e meccanico e la sensibilità numerica

Gusto per la provocazione, furore iconoclasta, dissacrazione di ogni forma di letteratura e di arte tradizionale: questi gli obiettivi dell’autore. Nel primo testo, datato 1911, l’esercito dei pazzi, ovvero la schiera esaltata dei poeti futuristi, si muove all’assalto della roccaforte dei tradizionalisti. Qui, a Podagra, stanno trincerati Podagrosi e Paralitici. Per raggiungerli e annientarli è costruito un binario militare futurista. Percorso il quale, si giunge all’obiettivo: uccidere il chiaro di luna. Nel secondo testo, del 1912, è codificata la bibbia futurista, con i suoi assiomi: la distruzione della sintassi, l’abolizione di ogni orpello retorico, il verbo all’infinito, la rinuncia alla punteggiatura per dare libero corso all’immaginazione senza fili. E in un crescendo vorticoso, proclamare la necessità di odiare l’intelligenza. Segue un supplemento, in cui si riassumono i precetti già chiariti e si risponde punto per punto alle obiezioni degli avversari. A chiudere, la celebrazione delle parole in libertà e dello splendore geometrico e meccanico…

Figura discussa e controversa, quella di Marinetti. Ma, comunque la si interpreti, indubbiamente carismatica, e capace di cogliere con straordinaria tempestività le mutazioni estetiche e culturali del suo tempo. Soprattutto, in grado di fornire risposte all’ansioso desiderio di battere nuove strade, di rifondare l’estetica e creare una nuova poesia. Certo, i risultati concreti non sono stati entusiasmanti. Perché il meglio di Sé Marinetti lo darà proprio in quei Manifesti, qui in parte riproposti, che ampia diffusione ebbero tra i giovani artisti italiani degli inizi del secolo scorso, e non soltanto. A segnalare una difficoltà a tradurre i programmi teorici in prodotti artistici. In ogni caso, riproporre questi testi classici, arricchiti da una bella introduzione di Tommaso Di Dio, è operazione opportuna e tempestiva. Perché il futurismo, soprattutto per i suoi legami con il fascismo, è più che mai oggetto di indagine critica e di vivaci polemiche.