La notte è calda e quieta. Le onde del mare, un monotono sciabordio, assomigliano a un sussurro o a un richiamo. La donna leva i vestiti senza nemmeno decidere di farlo, li butta sulla sabbia umida, ride all’uomo dietro di sé che la guarda felice. Sono entrambi ubriachi. Non potrebbero stare meglio. Lui la guarda entrare piano in acqua, si sdraia vestito e si gode quel silenzio, quella brezza leggera, quella bella notte d’estate. Si addormenta. Lei nuota, solo vagamente consapevole dell’acqua che la circonda, delle luci lontanissime. E per nulla avvertita della bestia enorme che si avvicina, attratta dalle vibrazioni che la donna emana con i suoi movimenti. Non fa in tempo ad accorgersi di nulla. È la sua unica fortuna. Fauci mostruose dotate di denti grossi come coltellacci la tranciano di netto in due. Busto da una parte, gambe dall’altra. Il mare si tinge del suo sangue, ma non c’è luce e non c’è colore. L’indomani la voce si sparge. E così la paura. La piccola comunità di Amity, Long Island è sconvolta. Ancora di più quando un bambino, ignaro del pericolo, va a fare un bagno che si rivelerà mortale. In quelle acque fino a quel momento sempre tranquille si aggira uno squalo. Un mostruoso, gigantesco e poderoso squalo. Di fronte a catastrofi di quella portata, il capo della polizia Martin Brody non ha dubbi su ciò che è necessario fare. Primo, chiudere le spiagge al pubblico; secondo, organizzare una caccia alla bestia per ucciderlo. Puro buon senso, verrebbe da dire. Ma non tutti ragionano allo stesso modo. Amity è una cittadina che vive letteralmente di turismo. Il volume d'affari dei mesi caldi è tale da garantire ai suoi abitanti una degna sopravvivenza per il resto dell’anno. Ci sono pressioni serissime affinché le spiagge rimangano aperte e quello squalo, in un modo o nell’altro venga catturato e ucciso…

Nel cinquantesimo anniversario dell’uscita del romanzo Lo Squalo di Peter Benchley, Magazzini Salani pubblica questa edizione celebrativa di ciò che può essere tranquillamente definito un classico della moderna letteratura thriller. Non solo per il celeberrimo film che ne venne tratto nel 1975 e che fu diretto da un giovanissimo e allora quasi sconosciuto Steven Spielberg, ma anche per il grande successo di pubblico e di vendite che il libro ottenne subito dopo la sua uscita (si parla di circa venti milioni di copie vendute in tutto il mondo). Come tutte le grandi storie, anche questa ha una struttura semplice: una comunità tranquilla, un forte elemento di rottura e instabilità rappresentato dall’animale-mostro, un eroe che si prende sulle spalle il difficile compito di cacciarlo e riportare così la pace. Il romanzo è un magistrale esempio di come si dosa la tensione e allo stesso tempo si approfondiscono i personaggi, dando a ognuno un background che li rende credibili, umani, vicini al lettore. Il mostro-squalo è una presenza dominante, carnale, la quintessenza della ferocia cieca e fine a sé stessa ma in qualche modo, si suggerisce, anche soprannaturale. Quint, il ruvido e cinico cacciatore di squali, sa che quelle bestie seguono unicamente il loro istinto predatorio, attaccando tutto ciò che si muove nella speranza di ricavarne del cibo, ma è suo malgrado costretto a ricredersi quando nota in quel terribile animale qualcosa che si avvicina molto a una strategia. È il preludio della tragedia che sta per compiersi. Un romanzo avvincente che non sembra invecchiato di un giorno, arricchito in questa edizione da materiali aggiuntivi, quali il racconto di Benchley sulla genesi del libro e scritti e fotografie relative al set con Spielberg.