Salta al contenuto principale

Locke & Key - Ingranaggi

Locke & Key - Ingranaggi

Lovecraft, Baia del Massachusetts. È una fredda giornata del 1775 quando Benjamin e Miranda Locke rimangono soli al mondo. I loro genitori sono appena stati giustiziati dalle truppe inglesi di Re Giorgio per alto tradimento, per aver aiutato i coloni ribelli nella guerra d’indipendenza: fra di loro c’è anche il loro primogenito, Joshua. I coloni hanno la base operativa nella caverna che il signor Locke è riuscito a liberare dall’acqua, ma ciò che trovano nella parte appena prosciugata è solo l’inizio dell’inferno. Proprio nel cuore della grotta trovano una strana apertura decorata. La porta nera nel sottosuolo ha dei poteri oscuri: qualunque uomo provi a guardarci dentro sarà posseduto da un demone. Una creatura infernale capace di corrodere l’animo, proprio come ha corrotto quello di Harm Timmerman, che in preda a una furia misteriosa e cieca ha ucciso Joshua Locke e altri tre compagni prima di esser fermato da un pietoso colpo di pistola. Saltando al XXI secolo, Tyler e Kinsey hanno avuto queste informazioni grazie a un vecchio pendolo nella Keyhouse, un orologio che consente di viaggiare nel tempo, forse proprio perché i possessori delle chiavi magiche possano conoscerne tutti i poteri ed evitino gli errori di chi li ha preceduti. Troppe morti sono avvenute in quella casa dall’aura maledetta, nessuno è al sicuro, è tempo di cominciare a far girare gli ingranaggi e scrutare più a fondo la storia della famiglia Locke. Il datario del pendolo si aziona sul 1988. Per conoscere il segreto di loro padre, Rendell Locke, e degli altri custodi delle Chiavi…

Il quinto volume della saga horror–fantasy ideata da Joe Hill, figlio del maestro della paura Stephen King, e dal fumettista cileno Gabriel Rodriguez è un concentrato di atmosfere dark e scenari prestati dal padre putativo di Keyhouse, H.P. Lovecraft. I demoni oscuri contenuti nella Porta Nera infatti fanno impazzire chiunque ne riesca a scorgere il volto, proprio come le creature aberranti che abitano fra le pagine del Ciclo di Cthulhu. La componente orrorifica è qui sapientemente mescolata all’urban fantasy: ogni chiave magica possiede una sua specifica caratteristica, fra cui la capacità di ottenere una forza sovraumana, quella di volare o perfino quella di aprire le menti delle persone e svuotarne i ricordi, soprattutto quelli più pericolosi di chi ha osato guardare attraverso la porta demoniaca. Solo i ragazzi sotto i diciotto anni possono essere custodi delle chiavi costruite con il metallo dei demoni morti, e solo i bambini hanno la capacità di ritrovarle laddove i vecchi proprietari le abbiano nascoste: questo è il meccanismo che il loro costruttore, Benjamin Locke, ha ideato per evitare che il loro grande potere potesse essere impropriamente usato dagli adulti. Ma neppure i ragazzi sono immuni dal male, in questo modo l’avventura si tinge di nero e rosso sangue, per la felicità degli amanti di Yog-Sothoth, il “guardiano della soglia” fra i due mondi ideato da Lovecraft. La commistione fra i Grandi Antichi e i narratori del fantastico moderni è riassunta anche nella dedica dell’autore: “ad Alan Moore e Neil Gaiman”. Ai sogni e agli incubi, che sono anche la vera chiave di lettura del fumetto.