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L’odore della vita

L’odore della vita

L’inestricabile intreccio di arte, impegno, analisi conoscitiva nell’ambito dell’opera pasoliniana, il suo ruolo unico, da autentico anarchico del pensiero e della poesia, dell’artista. Non a caso capace di suscitare ampi e accesi dibattiti. Al centro della trattazione è la tagliente critica alla modernità. Perfino più lungimirante di quella di tanti sociologi del tempo. E c’è poi il continuo trascorrere tra le varie arti: dalla scrittura alla macchina da presa. Sempre controcorrente. Come conferma l’attività drammaturgica. In questo pendolarismo artistico ed intellettuale spicca poi, come si vede nel secondo saggio, l’acuta analisi di quel genocidio culturale che si consuma a partire dagli anni Sessanta. Qui campeggia la figura del Pasolini apocalittico, frequentatore delle periferie del mondo, come l’India. Artista dalla parte degli ultimi e impegnato a denunciare le storture del nuovo e più subdolo fascismo: quello che ruba l’anima individuale attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Naturalmente asserviti al criminale potere economico capitalisti. Infine, partendo dai primi passi giovanili, il cammino incessante alla volta di una irregolarità ricercata con compiacimento e gusto della provocazione…

La figura e l’opera di Pasolini può essere indagata da diversi punti di vista. Perché di un personaggio fuori da tutti gli schemi si tratta. Certamente la sua produzione artistica, letteraria, poetica, cinematografica ha lascito un segno profondo. E non può essere scissa dalle sue appassionate analisi che, per la loro lucidità, hanno ancora una grande attualità. Nel volume confluiscono dunque tre agili saggi in cui la figura poliedrica di Pasolini è considerata secondo diverse sfaccettature. Senza alcuna pretesa di esaustività, tanto più insostenibile se rapportata ad un autore visceralmente irregolare. Ercole Giap Parini, autore del primo saggio, ricorre efficacemente all’immagine di un punto oscillante. Sottolineando come la cifra dell’arte di Pasolini è data proprio dal suo incessante e urticante sperimentalismo. Controcorrente è anche l’autore così come è presentato nell’intervento di Olimpia Affuso, in cui si rimarca in modo chiaro e convincente il ruolo di voce pubblica <> dello stesso Pasolini. La sua capacità di cogliere il senso della frantumazione delle tradizionali classi sociali, fino all’eclissi del popolo. E a conferma di questa immagine è l’efficace intervento conclusivo di Alfonso Amendola, incentrato sulla <> insita nella parabola artistica ed esistenziale dello scrittore. In definitiva, si tratta di tre autonome, ma al contempo complementari, argomentazioni, condotte con puntualità, rigore, e limpidezza espressiva.