I polsi, le caviglie e il collo affusolato sono stretti in un intricato intreccio di nodi scorsoi. La donna prigioniera è bellissima, con la pelle eburnea e i capelli biondissimi raccolti in uno chignon alla maniera di Eva Kant. È completamente nuda e indifesa, indossa solamente un paio di autoreggenti di seta e dei tacchi alti. Tuttavia, non si tratta di un qualche tipo di pratica bondage; questa è pura tortura. La donna ha infatti un fazzoletto infilato fino in gola, ogni movimento la fa soffocare lentamente, accorciandole inesorabilmente la vita. I respiri sempre più affannosi sottolineano la progressiva agonia. Le forze vengono sempre meno e un silenzio assordante riempie progressivamente la stanza. Un ultimo spasmo muscolare tende la corda al massimo per l’ultima volta. Il tutto dura un attimo, prima che nella stanza ritorni l’immobilità assoluta. Il buio avvolge l’ambiente. Nel frattempo, nell’ultimo giorno di febbraio, il Danese è concentrato sul suo dolore rinnovato. Ha scoperto che la figlia, creduta morta in un attentato, potrebbe essere ancora viva ma non sa dove si trovi. Lui e Radeschi sono decisi a scoprire la verità, incrociando anche il mistero della bellissima donna morta apparentemente durante un gioco erotico...

Con L’ombra della solitudine torna il giornalista-hacker Enrico Radeschi in sella al suo Giallone, la mitica Vespa gialla del 1974. Il protagonista è cresciuto molto rispetto ai romanzi precedenti, è più maturo rispetto al passato e in questo romanzo dovrà affrontare parecchi momenti bui, anche se la sua proverbiale ironia non mancherà mai, neanche nei momenti più tristi, come quando scopre la morte di Amanda Benedetti, la sua amante, uccisa proprio nella prima pagina del libro. Anche il vicequestore Sebastiani, che affianca il giornalista nelle sue indagini, ha parecchie ombre con cui scontrarsi, ma anche in questo caso la battuta non manca mai. Ottima è anche l’introduzione di un personaggio molto carismatico come Liz, un’orfana sedicenne filippina molto ribelle, che condivide con Radeschi le attività telematiche penalmente perseguibili, come una novella Lisbeth Salander. Il ritmo delle indagini aumenta di pagina in pagina e come sempre sullo sfondo una Milano viva e vitale. Avviso ai naviganti: potrete godervi le vicende de L’ombra della solitudine anche senza aver letto i precedenti romanzi.