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L’omicidio non è un gioco da ragazze

copertina del libro

Durante una delle solite riunioni in cui insieme agli amici si intrattiene raccontando episodi insoliti e misteriosi, il dottor Pender viene invitato a condividere una vicenda della propria giovinezza. Lui ha sempre condotto un’esistenza piuttosto tranquilla, ma ricorda un’esperienza particolarmente drammatica che continua ancora a turbarlo. Ha assistito alla morte di un uomo, ucciso da qualcosa che, almeno in apparenza, sembrava avere una natura soprannaturale. Il racconto suscita subito interesse e qualche commento scettico, ma Miss Marple interviene ricordando che esistono luoghi ai quali nel tempo vengono associate disgrazie ricorrenti. Pender torna con la memoria a molti anni prima. Il luogo della vicenda si trova ai margini del Dartmoor, in una proprietà che per parecchio tempo è rimasta invenduta, forse perché particolarmente tetra durante l’inverno, ma dotata di un paesaggio suggestivo e di alcune peculiarità interessanti. A comprarla è sir Richard Haydon, vecchio compagno di università di Pender. Nonostante i due si siano persi di vista per qualche tempo, l’amicizia non si è mai davvero interrotta, e Pender accetta volentieri l’invito a trascorrere qualche giorno nella casa appena acquistata, chiamata Boschetto Silenzioso… Sir Henry Clithering, ex commissario capo di Scotland Yard, è ospite dei suoi vecchi amici, il colonnello Bantry e sua moglie, che vivono nei pressi di St Mary Mead. La signora Bantry sta organizzando una cena e gli chiede chi potrebbe invitare come sesto commensale. Sir Henry propone allora Miss Marple. La signora Bantry si stupisce che proprio lui abbia pensato all’anziana signorina del paese, che considera una donna gentile ma piuttosto antiquata. Sir Henry le spiega però che l’anno precedente, durante una sua precedente permanenza nella zona, ha partecipato ad alcune serate organizzate come una sorta di gioco investigativo, davvero interessante… Edna, la domestica di Miss Marple, chiede alla propria padrona di poterle parlare in privato. È molto agitata e le spiega che la questione riguarda sua cugina Gladys, chiamata familiarmente Gladdie. Miss Marple teme inizialmente che la ragazza possa essere finita nei guai, ma Edna la rassicura: Gladys non ha commesso nulla di grave. Il problema è che ha perso il lavoro presso Old Hall, dove presta servizio presso due signorine di cognome Skinner. Gladys ha già cambiato diversi posti di lavoro, ma normalmente è sempre stata lei a decidere di andarsene. Questa volta, invece, è stata licenziata e la cosa l’ha sconvolta profondamente. Miss Marple ricorda di averla incontrata qualche volta: la ricorda come una giovane robusta, allegra e di carattere abbastanza stabile…

Mondadori riunisce in un unico volume i venti racconti che vedono protagonista Miss Marple, offrendo così al lettore la possibilità di osservare da vicino uno dei personaggi più riconoscibili creati da Agatha Christie e, soprattutto, il particolare metodo con cui affronta il mistero. Il punto di partenza è un racconto del 1927 nel quale un gruppo piuttosto eterogeneo si diverte a mettere alla prova le proprie capacità deduttive. Tra gli investigatori improvvisati ci sono professionisti abituati a ragionare, osservare e interpretare i fatti: uno scrittore, un avvocato, un pastore, un poliziotto, una pittrice. E poi c’è Miss Marple. A prima vista sembra la partecipante meno attrezzata per competere con gli altri: è un’anziana signora di St Mary Mead, immersa nella rassicurante quotidianità di un piccolo paese, lontanissima dall’immagine tradizionale dell’investigatore. Ben presto, però, è proprio lei a dimostrarsi la più difficile da sorprendere. L’aspetto dimesso, i modi cortesi e la vita apparentemente appartata inducono gli altri a sottovalutarla; dietro quella superficie, invece, lavora un’intelligenza attentissima alle contraddizioni. Miss Marple ascolta, collega, confronta. Non ha bisogno di imporsi sulla scena perché il suo vantaggio consiste proprio nel fatto che spesso nessuno la considera una minaccia. La forza di Miss Marple non dipende da conoscenze scientifiche, né da sofisticate tecniche d’indagine. Il suo vero archivio è costituito dagli esseri umani. Una vita trascorsa nello stesso luogo le ha permesso di osservare e catalogare invidie, rancori, debolezze, ambizioni, bugie e piccole crudeltà quotidiane. Nei vari racconti Christie concentra l’attenzione su un enigma, su pochi elementi decisivi e su quell’errore di interpretazione che separa l’apparenza dalla verità. Il piacere della lettura nasce allora dal confronto silenzioso con Miss Marple: il lettore riceve gli stessi indizi, formula ipotesi e cerca di capire quale particolare lei riconosca all’istante, mentre gli altri personaggi stanno ancora discutendo. A rendere varia la raccolta contribuisce anche la costruzione delle singole vicende. Non tutti i casi prendono avvio nello stesso modo e non sempre Miss Marple occupa immediatamente il centro della scena. A volte ascolta il racconto di un episodio accaduto altrove, altre volte interviene in situazioni che sembrano marginali o domestiche. Il mistero può assumere sfumature inquietanti, evocare il soprannaturale oppure nascere da un fatto apparentemente modesto, ma il principio rimane quello tipicamente “Christiano”: dietro ciò che sembra inspiegabile esiste una logica che può essere individuata osservando con precisione persone e comportamenti.