Dal 2012 al 2022 i sex-offender (autori di violenza sessuale su minori) sono aumentati. Complice l’utilizzo di dispositivi digitali non più solo appannaggio di una fascia d’età più consapevole ma finiti in mano con la pandemia da COVID-19 anche a bambini della scuola primaria, è diventato più facile adescare bambini sempre più piccoli e per questo più facilmente manipolabili. A differenza di quel che si potrebbe credere gli adescatori non sono solo anziani depravati ma giovani, padri di famiglia, pediatri, insegnanti e così via: insomma uomini della porta accanto. Gli adescatori hanno cambiato modalità. Prima dell’avvento di internet chi voleva adescare doveva recarsi nei luoghi dove fosse facile incontrare giovani ma il web prima e i social network poi hanno facilitato gli incontri anche perché si è protetti dall’anonimato. Durante il periodo di lockdown si è registrato un aumento dei reati online e nel 2020 con la didattica a distanza questi reati sono aumentati del 110 per cento rispetto all’anno precedente. Questi sono casi intercettati dalla polizia postale e non riferiti alle denunce delle famiglie dei minori adescati che spesso lo fanno solo in casi di ricatto. Allarma il dato dei piccoli sotto i nove anni assenti nelle rilevazioni pre-pandemia. Dal dossier «InDifesa» di Terre des Hommes, pubblicato nell’ottobre 2024, si evince che le vittime di genere femminile risultano nettamente prevalenti anche nell’ambito della violenza sessuale online. Il dossier evidenzia l’uso distorto dell’intelligenza artificiale, sempre più diffuso: foto e video che noi pubblichiamo sui social vengono elaborati per restituire foto e video a connotazione sessuale o pornografica. L’adescamento ha anche un aspetto di sfruttamento e speculazione economica alimentata dai circuiti che commercializzano materiale pedopornografico. E gli adulti? A differenza dei ragazzi definiti “nativi digitali” gli adulti “immigrati digitali” hanno dovuto impegnarsi per apprenderne l’uso. Si insegna ai figli ad attraversare la strada perché lo si è imparato. Non si può però abdicare all’insegnamento dell’uso della tecnologia perché per alcuni aspetti gli adulti ne sanno meno. Si dovrebbe prenderli per mano e imparare insieme a loro come sia meglio attraversare quello spazio, mettendo insieme i reciproci strumenti. Rispetto al passato è la mancanza di una guida da parte degli adulti che espone bambini e ragazzi a maggiori rischi di incorrere in pericoli non facilmente riconoscibili come tali, con potenziali conseguenze non più circoscrivibili in uno spazio-gioco limitato. Per i genitori non è sicuramente facile capire ma ci sono segnali che se intercettati potrebbero fare la differenza. Sbalzi d’umore, disturbi del sonno, ritrosia ad uscire di casa, attacchi di panico e così via. Secondo gli esperti un episodio di adescamento può rientrare velocemente se la risposta individuale e genitoriale è adeguata…

Cristina Obber, giornalista e scrittrice, oltre a occuparsi di tematiche legate al femminile ha lavorato a lungo nelle carceri con i sex-offender e così ha raccolto le testimonianze per questo libro. Con quest’ultimo lavoro affronta il tema del grooming, cioè dell’adescamento di minori on-line e sui rischi che i più piccoli corrono nel mondo virtuale, che vivono come se fosse la vita reale. Nell’interessante saggio l’autrice offre chiavi di lettura stimolanti e possibili soluzioni che a suo parere dovranno partire proprio da un’educazione degli adulti senza per questo scaricare sui genitori tutte le responsabilità di un fenomeno virale chiedendo anche alle istituzioni di fornire risorse e strumenti per un’educazione sessuo-affettiva che si rivela sempre più necessaria. Un dialogo in famiglia e possibilmente anche a scuola che fornisca strumenti per riconoscere eventuali situazioni ambigue con la consapevolezza di potersi affidare al mondo adulto con fiducia favorisce l’emersione sul nascere di eventuali tentativi di adescamento sessuale e permette di rafforzare le proprie competenze nel muoversi nel mondo virtuale con maggior serenità e sicurezza.