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L’ultima diva

L’ultima diva
Elsa vive in campagna insieme alle sue sorelle e ai suoi genitori Siamo nel Wisconsin degli Anni Trenta e la famiglia di Elsa è una famiglia di artisti, di amanti del teatro. È stato suo padre a permearla di una passione così forte, a far respirare alle sue figlie il profumo del legno del palcoscenico. L’estate è sempre un momento di festa, di impegno e di dedizione per Elsa che, sognante, osserva da lontano gli attori che si intervallano sulla scena. Ne impara le battute a memoria, ne studia i movimenti e si compiace della magia della recitazione. Il sogno si trasforma in realtà quando viene chiamata a essere una di loro, rimpiazzando una sorella troppo emotiva e debole per decidere di continuare a vivere. È così che Elsa inizia a sognare Los Angeles: ha voglia di fuggire dalla campagna. E lo fa. Un matrimonio di comodo e malriuscito la introduce lentamente nel mondo che aveva sempre sognato. Elsa non esiste più. Ha lasciato il posto a Laura Lamont, attrice ricercata, sposata con uno stimato produttore. Una vita perfetta per Laura? E se avesse ancora bisogno di Elsa?
Emma Straub ci riporta indietro nel tempo e ci fa entrare nei camerini delle grandi star del cinema degli anni Trenta, quello delle grandi dive, quello in bianco e nero. Insieme a Elsa, incastrata nella vita di Laura, viviamo il disagio di chi non riesce a individuare la sottile linea che separa la realtà dalla finzione, l’etichetta dai sentimenti. È la voce di Elsa che ci inizia a raccontare la sua storia, è Laura che con la sua ambizione scavalca Elsa per presentarci con dovizia di particolari il mondo delle star. Eppure Elsa riesce a introdursi prepotentemente, proprio quando le corde più intime e private della Diva sembrano avere la meglio su un mondo patinato e finto. Un contrasto che la Straub fa percepire senza infastidire il lettore, ma conducendolo insieme a Elsa-Laura verso la scoperta della verità, verso la rivalutazione di valori profondi, in uno scontro tra illusione e vita reale.