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L’ultima lettera di Einstein

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Deena mantiene lo sguardo alto e fiero mentre Marcel, come se nulla fosse accaduto tra loro, le trasmette le ultime informazioni sul progetto al quale è stata chiamata a partecipare. Niente lascia trasparire che, ormai vent’anni orsono, quell’uomo – ora brizzolato ma con quel guizzo di intelligenza negli occhi che da sempre ha fatto breccia nel suo cuore – con la lucidità che contraddistingue gli uomini di scienza ha deciso di porre fine alla loro storia poiché non contemplata dalle nuove regole imposte alla società del 2190… Mentre le doglie si fanno man mano sempre più vicine tra loro e più dolorose, Dunia non riesce a non pensare alla sua adolescenza. Chissà se anche in quel momento avrà una di quelle visioni che, da giovane, le hanno reso la vita così complicata. Non che non le piacesse ricevere la visita di Deena e Dymfna, ma quelle visioni arrivavano sempre nei momenti meno opportuni per lei, rendendo la sua adolescenza ancora più problematica e caotica rispetto al normale. Visioni che era riuscita a bloccare soltanto sino alla nascita della sua prima figlia, Diamante, e che sospetta torneranno anche con la nascita della sua secondogenita… Nella calura del bosco a mezzogiorno, Flavio Aurelio cavalca lento con la netta sensazione di essersi perso. È arrivato con la sua legione in quella landa che – solo all’apparenza – sembra disabitata e lì ha conosciuto Dymfna. Le ore trascorse con lei sono state come “riposare su un braciere acceso” e si è pentito immediatamente di aver lasciato la donna per tornare al suo accampamento. Per quello, con la scusa di una ricognizione in solitaria, ora si ritrova a vagare nel bosco con la speranza di ritrovare Dymfna o che, molto più probabilmente, quest’ultima ritrovi lui come è accaduto nel loro primo incontro…

A leggere il titolo del libro di Daniela Cicchetta si sarebbe portati a immaginare una sorta di biografia del celebre fisico tedesco il cui carteggio con qualche collega o familiare sia il fulcro principale della narrazione. E invece, nonostante il celebre fisico ricopra un ruolo tutt’altro secondario nella vicenda, ci troviamo dinnanzi alla storia di tre donne – Deena, Dunia e Dymfna – appartenenti a tempi e luoghi diversi ma i cui destini sono inesorabilmente intrecciati tra di loro. Prendendo spunto dalla teoria sui viaggi nel tempo – ipotizzati da Einstein nel 1915 nell’ambito della sua teoria della relatività – la Cicchetta immagina tre donne appartenenti a epoche lontane e diverse tra di loro (la Roma antica, l’epoca contemporanea e il futuro), intimamente interconnesse tra loro e chiamate, in modi diversi, a salvare le sorti del pianeta in cui vivono. Un’idea nata dalla percezione dell’autrice del “dolore del mondo” – come spiega lei stessa in una intervista e che si è concretizzata nel 2019 durante il viaggio a Stonehenge e la visione dell’alba all’interno del sito patrimonio UNESCO. L’alternanza dei capitoli dedicati alle tre protagoniste e la brevità di questi permettono al lettore di mantenere ben chiaro il fil rouge sia delle singole vicende che, soprattutto, di quella macro che racchiude tutto. Non secondario anche il tema ambientale, protagonista soprattutto della vicenda di Dymfna costretta a vivere sottoterra a causa della distruzione creata sulla superficie della Terra proprio dall’uomo: un monito né casuale né remoto, basti pensare a quello che stiamo vivendo attualmente con i cambiamenti climatici. Vincitore del premio “Un Libro per il Cinema” nel 2019, L’ultima lettera di Einstein contiene numerosi rimandi al cinema, in particolare a capisaldi del genere fantascientifico come la saga di Matrix ideata da Lana e Lilly Wachowski (citate nel libro anche per il rimando alla loro serie tv Sense8 disponibile sulla piattaforma Netflix) e Interstellar, del regista statunitense Christopher Nolan, incentrato proprio sulla relatività e sui viaggi temporali.