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L’ultima ombra d’estate

L’ultima ombra d’estate

Licata, 1972. Marco, ormai diciassettenne, trascorre l’estate a casa degli zii, nel piccolo paese della Sicilia affacciato sul mare, come è solito fare tutte le estati, sin da piccolo. Ha sempre amato quelle settimane di tranquillità e villeggiatura, quelle giornate lente, tipiche dell’estate, dove si alternano la giornata al mare e la serata in paese. Ha sempre trovato piacevoli e non irritanti i pigri rituali dello zio notaio, con il quale si ritaglia alcune semplici attività maschili come andare dal barbiere, sempre apprezzate anche dal primo, capostipite di una famiglia di donne. Per Marco tuttavia quell’estate non è come tutte le altre. Il suo interesse e la sua partecipazione alla politica sono cambiate; le letture, le manifestazioni, le proteste e le risse lo rendono ostile e arrabbiato nel confronti dello stile di vita borghese sia dei suoi zii che di Tiziana, sua amica d’infanzia che quell’estate si trasforma in qualcosa di più. Mentre si trova a Licata, si verifica l’omicidio di Totò Frangipane, un piccolo proprietario terriero locale, che tutti collegano ad una semplice lite tra cittadini con proprietà confinanti. Marco, insieme a sua cugina Sandra, non crede a quanto dicono in paese, ritiene superficiale il modo di indagare dei Carabinieri e trova numerose discrepanze, abbastanza evidenti anche a un occhio poco esperto, che lo portano a pensare che sotto questo omicidio ci sia qualcosa di molto più grosso. Marco inizia quindi una propria indagine personale, che lo metterà in pericolo e in una posizione scomoda anche nei confronti dello zio notaio, ma che lo allontanerà da Tiziana e dalla relazione che sta nascendo tra di loro...

L’ultima ombra d’estate è un giallo intenso, originale e coinvolgente, una storia semplice ma piena di ombre, così come lo era la società degli anni Settanta in Italia. Licata, il comune dove si svolge la vicenda, è un piccolo centro affacciato sul mare, dove tutti si conoscono e si rispettano, una borghesia che si è fatta strada e che è ben radicata nel tessuto sociale del paese, quasi stereotipata nelle mansioni che i personaggi svolgono. Gli adulti vogliono far crescere il paese, creare posti di lavoro e, non in ultimo, trarre il proprio beneficio economico; si creano quindi progetti interessanti e potenzialmente d’avanguardia, con la semplicità e l’intesa di un gruppo di amici che fa affari insieme. Con l’interesse e l’intenzione di svolgere tutto regolarmente. I giovani sono appassionati, curiosi, e allo stesso tempo anche desiderosi di approfondire ed entrare in quel mondo che gli adulti sembrano voler proteggere a tutti i costi. Marco, il protagonista, è l’esempio di un uomo appassionato, pieno di rabbia e disincanto, che scopre la leggerezza dell’amore estivo che avrebbe potuto essere di più, in circostanze diverse. Un ragazzo con ideali e idee politiche precise, maturate e talmente radicate da arrivare a disprezzare lo stile di vita della sua famiglia, dalle sue origini nobili da parte di madre alla borghesia e l’agiatezza in cui vivevano gli zii di Licata. Un ragazzo che è costretto a diventare presto adulto, un credo politico che lo istiga e lo invoglia alla lotta armata, in un’Italia degli anni Settanta dove organizzazioni di sinistra svolgevano un’intensa attività di propaganda e di incitamento alla lotta armata contro la fazione opposta. Con il passare degli anni, la cieca fiducia nella lotta lascia il posto in qualche misura ad una moderazione e parte indifferenza, risultato di chi non ha potuto né vivere appieno la giovinezza, né poter sperimentare il vero amore. La passione si trasforma quindi in equilibrio, tra ciò in cui si crede e ciò che si può realmente cambiare e ciò che si deve per forza accettare com'è.