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L’ultima vita

L’ultima vita

Sagesse LaBasse ha venticinque anni e vive negli Stati Uniti. Ma questo non è il suo Paese d’origine: scegliere di diventare americana non è altro che l’ennesima maschera che porta, una copertura per nascondersi da se stessa. Il suo passato non le dà pace. Come può dimenticare la sua famiglia e lo splendido Bellevue Hotel di loro proprietà, che offre una visuale sugli incantevoli paesaggi costieri della Francia del sud? I ricordi la riportano all’estate del 1989, quando era ancora una adolescente spensierata. La piscina dell’hotel era il luogo di ritrovo con i suoi amici e quando scendeva la notte, si divertivano a fare il bagno, eccitati da quella piccola trasgressione: il nonno di Sagesse non sopportava quegli schiamazzi ma il suo comportamento irruento e spesso aggressivo non riusciva a fermare quella gioventù disobbediente. Il ricordo del nonno paterno è sempre più vivido nella sua memoria: originario dell’Algeria e in seguito costretto ad emigrare in Francia dove ha comprato il terreno sul quale ha fondato la sua ricchezza, egli è sempre stato considerato dai suoi parenti un uomo difficile, irascibile, eroso dai segreti del suo passato. Ma queste spiegazioni non sono mai bastate a Sagesse: come può perdonare l’uomo che le ha sparato, condannandola ad una esistenza di rinunce? Infatti è stato quello il momento in cui la ragazza ha perso la sua innocente spensieratezza ed è entrata in un limbo fatto di menzogne e segreti inconfessabili…

L’ultima vita è il nuovo romanzo di Claire Messud, in cui l’autrice descrive una famiglia disfunzionale erosa dai segreti del passato divenuti una sorta di peccato originale per l’intera famiglia LaBasse. Ad unire tutti loro è solo il risentimento e il rancore che si evince già dalle prime pagine. Tutti questi sentimenti sono diretti verso una persona particolare: il nonno della protagonista. La sua irascibilità è mal sopportata dai membri della famiglia, soprattutto dal figlio, che sogna il giorno in cui sarà libero dalla dipendenza dal padre. Anche Sagesse è ormai stanca del comportamento imprevedibile del nonno, causa di profondo imbarazzo per lei e i suoi amici. A peggiorare la situazione nella famiglia è la nascita di Etienne che, in seguito ad alcune complicazioni durante il parto, rimane in uno stato vegetativo permanente. Sagesse vive con un costante senso di colpa verso il fratello: è consapevole del fatto che lui non conoscerà mai tutte le emozioni e le cose belle della vita che lei, invece, può vivere. Il Bellevue Hotel sembra essere una prigione per tutti i membri della famiglia fino a che una notte il nonno spara a sua nipote e al suo gruppo di amici: questo evento segna delle crepe profonde all’interno di quei legami parentali già precari e porta alla loro definitiva rottura. Attraverso l’alternanza dei diversi momenti narrativi che variano dal passato al presente, Sagesse ripercorre la sua vita mostrando come i segreti insiti nella storia familiare possano influenzare la vita intera di ognuno dei membri che la compongono.