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L'ultimo comandante

L'ultimo comandante
Un plotone di riservisti si esercita nel deserto: li comanda un comandante che, perseguitato dal ricordo della guerra, non riesce a far altro che giacere nella polvere e sognare sotto il sole. Un insegnante viene informato della morte in guerra di suo figlio e, sconvolto dal dolore, va alla ricerca del suo corpo. Un professore universitario viene invitato a tenere una conferenza in una base militare, dove incontra una soldatessa molto seducente...
Guerra del Sinai, 1956. Guerra dei sei giorni, 1967. Guerra del Kippur, 1973. Sono solo alcune delle tante guerre combattute dallo stato di Israele dalla sua fondazione ad oggi, quelle che fanno da sfondo ai tre racconti de L'ultimo comandante. Una storia, una vita in perenne stato d'assedio, che ha lasciato stimmate sanguinanti sull'anima, la cultura, il comportamento e addirittura sul corpo del popolo di Israele. Ferite che pochi come Yehoshua hanno saputo raccontare e far sentire vive nelle carni anche ai lettori del resto del mondo, lontani dalle distese polverose battute dal sole e intrise di sangue della ex Terra Promessa. In questi tre racconti (già editi da Einaudi nel volume Tutti i racconti uscito qualche anno fa, particolare questo forse non sufficientemente messo in evidenza in quarta di copertina) l'autore sceglie registri narrativi molto diversi tra loro, complice anche il fatto che i racconti sono stati scritti in momenti storici diversi. Ne "L'ultimo comandante", il racconto dai toni antimilitaristi che dà meritatamente il titolo alla raccolta, stile visionario, gusto per la metafora, sentimenti come sabbia disciolta in un vino che dà alla testa al servizio della storia struggente di un ufficiale veterano di guerra che si rifiuta o meglio non riesce proprio a far svolgere esercitazioni militari ad un plotone di riservisti e li fa stare giorni e giorni sotto il cielo del deserto a dormire, forse sognare etc. E' il momento migliore della raccolta, che con "All'inizio dell'estate del 1970" (una riflessione amara e commossa sul rapporto padre-figlio in tempo di guerra) e infine con il debole "Base missilistica 612" (l'avventura erotica di un professore con una prorompente soldatessa dai capelli rossi) vede la tensione scemare progressivamente, fino ad un mesto finale. Ma il primo racconto vale da solo l'acquisto.