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L’ultimo sguardo

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Carlo, dopo tre lunghi anni lontano dalla Sardegna, fa ritorno sull’isola, di nuovo per lavoro. A guidare la sua vita sempre in viaggio sono proprio l’impegno lavorativo e in qualche modo il numero tre: un fil-rouge che ne collega le tempistiche e gli sviluppi. È rimasto a Cagliari per tre anni prima di doverla lasciare e ora, tre anni dopo quella partenza, vi ritorna… anche se molte cose nel frattempo sono cambiate. Federica, sua moglie, non lo accompagnerà poiché il loro matrimonio - già stanco e in bilico da prima - si è sgretolato dalle sue mani man mano che i soldi sul conto in banca diminuivano e la situazione diventava grave. Ecco, Cagliari è bella come la ricordava, anche se forse la frenesia dei turisti l’ha resa un po’ troppo caotica, ricca e ingovernabile, una di quelle città dove non si può andare a cena al ristorante decidendo d’impeto perché i locali sono sempre pieni. E poi c’è Giulia. Carlo la conosce sull’isola, lei è una donna tanto forte quando scostante, provata da una vita che le si è abbattuta contro con forza spregevole, eppure tra i due qualcosa nasce. Una nuova vita, caotica, frenetica, ricca di sentimenti e incomprensioni, rotture e riconciliazioni nella quale il passato è troppo spesso pronto a far capolino per scombinare le carte e far iniziare un’altra partita…

Uno stile gentile accompagna una narrazione ritmica, che ci porta nell’atmosfera inconfondibile di Cagliari e ci racconta le vicende di Carlo e Giulia. Carlo racconta la sua complicata realtà dopo che la propria società ha subìto colpi e contraccolpi che lo hanno costretto a ripartire e a rifondare tutto, e il matrimonio con la moglie è in qualche modo naufragato, è stato impossibile tenerlo a galla tra i mille problemi. Una vita complicata ma credibile, realistica, con i suoi punti di forza e le fragilità. Fuccello non romanza la vita, si “limita” a descriverla nelle sue asprezze e nei suoi momenti di gioia, racconta con sincerità ed empatia eventi ed emozioni. Dopo aver pubblicato un saggio di filosofia politica intitolato Il nuovo patto. La politica nel mondo post-ideologico, Fuccello si cimenta nella fiction come rispondendo a un’urgenza, quella di parlare di ciò che sente. Ne esce un romanzo dinamico e sincero, carico di dolore e difficoltà, ma che non dimentica il barlume di vitalità che la vita sa regalare.