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L'uomo dagli occhi glauchi

L'uomo dagli occhi glauchi
Nel 1546 Trento ospita eminenti personalità religiose e politiche riunitesi in Concilio, con lo scopo di arrivare da un lato ad affermare la dottrina cattolica contro la riforma protestante e dall’altro a porre le basi per gli insegnamenti dei sacerdoti ai fedeli laici. Ma il conciliabolo anziché rasserenare le tensioni addensa nuove ombre sui già gravi problemi dei paesi cattolici europei. In questo clima di incertezze, l’Inghilterra vive una ulteriore preoccupazione per le sorti di Enrico VIII, ormai allo stremo delle sue forze, e per la successione al trono che spetta a Edoardo, il figlio ancora infante e di gracile costituzione. Al Concilio di Trento l’Inghilterra, impossibilitata ad avere il suo legittimo sovrano, è così rappresentata da Lord Francis Templeton, figlioccio del potente duca di Norfolk che si fa notare per il suo temperamento forte e deciso, le maniere impeccabili e la sua bellezza un po’ ambigua – occhi cerulei e capelli biondi - che lo fa assomigliare per metà a un angelo e per metà a un demone. Giunto a Venezia per le celebrazioni del carnevale, Lord Templeton si reca alla bottega di Tiziano Vecellio, e rimasto colpito dalla destrezza coi colori e pennello, commissiona al Maestro un suo ritratto a cui Tiziano lavora in gran segreto. Nessuno sa però che la permanenza dell’inglese in Italia e la richiesta del quadro in realtà non sono altro che un pretesto per un più arduo compito: vegliare sull’incolumità di Reginald Pole, il legato pontificio, su cui pendono minacce di morte….
Storia, intrigo, amore e fantasia letteraria: sono questi gli ingredienti dell’ultima produzione letteraria di Patrizia Van der Noot. Il titolo del romanzo, L’uomo dagli occhi glauchi, potrebbe trarre in inganno perché benché il misterioso protagonista sia un giovane inglese insieme al suo ritratto, di cui si seguono le peripezie dalla giovane età fino ai 56 anni, la vicenda si dirama tra Venezia, dove impazza il carnevale, lo Stato Pontificio, sede del potere spirituale e Roma dentro le cui mura si cospira contro chiunque intralci bramosie di potere. Nessuno resta estraneo ai tentacoli di quel desiderio malsano che soggioga gli ambienti più eleganti e aristocratici dove cortigiane assetate di nuove ricchezze e posizioni di prestigio sono docili prede di fatue seduzioni, servi e valletti diventano facilmente corruttibili con una gonfia borsa di denaro, così come le sedi dei porporati ed i loro alti prelati, vinti nella spiritualità dall’inseguimento di sapori di glorie terrene. Attraverso Lord Templeton ed i suoi occhi penetranti e gelidi, l’autrice traccia il profilo di un epoca fremente di tensioni per la storia di tutta Europa nella quale rivaleggiano la corruzione, spesso incarnata dalla nobiltà o dai più insospettabili, che giocano al più forte a suon di intrighi e veleni, e il bene incarnato dalle figure più umili, gli emarginati sociali, che vengono relegati (proprio perché il bene passa inosservato e non fa notizia) in ruoli di secondo piano, come la prostituta dal cuore d’oro, le guardie del corpo di Lord Templeton, portavoci dei valori dell’amicizia e dell’amore spassionato e sincero. Fedele alla tradizione, e per non deludere i suoi fedeli lettori amanti di ritrovare nelle pagine dei romanzi il sapore della Storia, si affacciano nella narrazione, seppure mantenuti nella penombra, le azioni, i pensieri e gli sguardi di figure i cui nomi sono noti alle cronache e agli epitaffi: il cardinale Alessandro Farnese, Donna Vittoria Colonna, marchesa di Pescara e vecchia amica del cardinale Pole, la giovane principessa Elisabetta Tudor e l’erede al trono Edward e molti altri. Come sempre Patrizia Van der Noot non smentisce il suo talento.

Leggi l'intervista a Patrizia Debicke Van der Noot