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L’uomo dalla pistola d’oro

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Bond per l’MI6 è ufficialmente morto ma in realtà, dopo l’amnesia subita in terra nipponica durante l’ultimo scontro ravvicinato con Blofeld e il suo giardino dei veleni, è stato catturato nei pressi di Vladivostok dal KGB e sottoposto a lavaggio del cervello e indottrinamento coatto. 007, l’agente più famoso di Sua Maestà britannica è ora uno spersonalizzato sicario al soldo dei sovietici. Torna quindi a Londra, persuadendo telefonicamente – ma fino a un certo punto – M e i suoi collaboratori che sia tutto normale ma, al momento del primo incontro con il suo capo dopo tanto tempo, 007 cerca di ucciderlo decantando la grandezza del comunismo. Il tentato assassinio di M viene sventato appena in tempo e Bond viene catturato. Da analisi approfondite portate avanti da Sir James Molony, neurologo del Servizio Segreto inglese, si comprende che l’agente era stato “riprogrammato” dai sovietici per uccidere M e che quindi non aveva intenzione di cagionare deliberatamente la morte del Direttore del Secret Intelligence Service. Bisogna pertanto farlo tornare in sé. La riabilitazione è lunga e faticosa ma dà quasi immediatamente i suoi primi frutti, permettendo a Bond di essere reintegrato in servizio, seppur dietro una scrivania. I sospetti di M su 007 non sono però esauriti e quest’ultimo dovrà dare ancora una volta prova di lealtà a Sua Maestà recandosi a Cuba per scovare Scaramanga, un inafferrabile e precisissimo killer al soldo del miglior offerente. Per Bond potrebbe essere l’ultima missione ma anche l’ultima occasione per evitare spiacevoli ripercussioni dopo il fallito attentato a M…

Pubblicato nel 1965, a un anno dalla morte di Ian Fleming, L’uomo dalla pistola d’oro vede James Bond alle prese con lo spietato Francisco Scaramanga, un killer professionista di stanza a Cuba famoso per firmare i suoi delitti con proiettili sparati da una pistola d’oro. Il romanzo presenta tutti i classici ingredienti della spy story tornando, dopo la trilogia della SPECTRE, alle ambientazioni esotiche già viste in Dottor No e Vivi e lascia morire. I tempi cambiano e il teatro della missione di Bond è la Cuba reduce dalla rivoluzione castrista e dalla crisi missilistica del 1962, avamposto di socialismo in terra d’America e nemico giurato degli Stati Uniti. In un contesto del genere sguazza Scaramanga, antagonista suggestivo, fascinoso e, per questo, perfettamente in linea con la grande tradizione dei villain bondiani da Le Chiffre a Ernst Stavro Blofeld. Per fermare il suo piano criminale, ordito con l’ausilio di spietati gangster internazionali, un malconcio Bond dovrà dare fondo a tutte le sue energie scatenando una caccia all’uomo in cui preda e predatore si confondono pagina dopo pagina. M è consapevole che per 007 si tratta di una difficile occasione di riscatto, ma è altrettanto consapevole delle capacità del suo miglior agente, che raramente ha fallito. L’ultimo romanzo di Fleming mantiene gli standard qualitativi medio-alti dell’intera saga, lasciando soddisfatti fan di lunga data e semplici appassionati di action e spionaggio. Da questo libro è stata tratta l’omonima, libera, trasposizione cinematografica (1974) diretta da Guy Hamilton, con Roger Moore nei panni di 007 e uno strepitoso Christopher Lee nella parte di Scaramanga.