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L’uomo scomparso

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La giovane donna giace prona nel vestibolo poco illuminato del piccolo teatro. I suoi occhi sono sgranati ma non ancora vitrei e il sangue sulle sue guance non è ancora diventato marrone. Il suo viso è diventato scuro a causa della costrizione della corda che le lega il collo alle caviglie. Attorno a lei, una custodia da flauto, degli spartiti e un bicchiere rovesciato. Chino su di lei, l’uomo che l’ha uccisa. Fuori, poco dopo, l’agente di pattuglia Diane Franciscovich e la collega Nancy Ausonio, rivolgono domande alla guardia di sicurezza che ha sentito strane urla preoccupate provenire dall’interno, poi più nulla. Forse non occorre chiamare i rinforzi, ma è meglio entrare e controllare. Le due agenti si ritrovano presto nel vestibolo e davanti a loro si palesa il corpo della giovane donna, legata stretta, un cappio attorno al collo e i polsi ammanettati. Un uomo sui cinquant’anni con i capelli scuri e la barba è chino su di lei. Quando le due agenti gli intimano di non muoversi, un lampo accecante pare scaturire dalla sua mano e brilla per un attimo prima di spegnersi. L’assassino ne approfitta per correre nel teatro, chiudersi la porta alle spalle e bloccarla con un’impalcatura fatta di sedie. Non ci sono altre vie d’uscita; è sufficiente tenere la porta sotto controllo fino all’arrivo dell’Unità Emergenze. L’uomo grida di avere un ostaggio, che ucciderà nel caso qualcuno tenti di entrare. All’improvviso, un fragoroso colpo di pistola all’interno dell’edificio fa trasalire l’agente Franciscovich che, temendo per l’incolumità dell’ostaggio, decide di fare irruzione. Mentre tutte le luci del teatro si accendono, Diane apre la porta e… la stanza è completamente vuota. L’uomo e l’ostaggio sono spariti, volatilizzati. Poche ore dopo, il detective Lon Sellitto si trova nell’appartamento di Lincoln Rhyme per raccontargli della singolare scomparsa…

Una nuova sfida, la quinta, per Lincoln Rhyme e Amelia Sachs - personaggi seriali frutto della fantasia e della penna di Jeffery Deaver, scrittore statunitense sulla cui abilità a realizzare thriller perfettamente architettati già molto è stato detto e scritto - costretti ad affrontare un mondo diametralmente distante dal loro, dominato com’è da razionalità e concretezza. Il nemico da combattere provoca il profiler e scienziato forense a colpi di magia, giochi di destrezza e illusioni, mentre realtà e finzione si confondono e incollano il lettore alla pagina. Il Negromante - questo l’appellativo del killer da catturare - mette a dura prova la razionalità incontrovertibile e a volte un po’ fredda del profiler tetraplegico, ricorrendo a ingegnosi trucchi di magia che rivelano apprezzabili doti da escapologista. Un mondo di illusioni, quindi, lontano anni luce dal credo di Rhyme, la cui mente è perennemente ancorata alla realtà e allo studio delle prove concrete che possono raccontare in maniera univoca e precisa ogni avvenimento. E la forza del romanzo - scritto come al solito curando ogni dettaglio e seminando indizi che, apparentemente, sembrano aiutare il lettore a trovare la soluzione della contorta vicenda, salvo poi dimostrargli che le cose non sono mai come appaiono - sta proprio nello scontro tra due menti geniali ed affilate, legate una a tutto ciò che è magico, fantastico ed effimero e l’altra alla concretezza, al vero, all’inconfutabile e al tangibile. Uno scontro tra titani in cui, una volta ancora, l’acume di Rhyme lo aiuta ad anticipare più volte le mosse dell’avversario e a realizzare una serie di contromosse che diventano trappole efficaci e potenti, in grado di fermare un nemico veramente in gamba, ma costretto a deporre le armi di fronte alla genialità del criminalista. Una lettura imperdibile per tutti gli amanti di Lincoln Rhyme, personaggio diventato ancora più popolare dopo la trasposizione cinematografica del primo romanzo della serie - Il collezionista di ossa - con Denzel Washington nel ruolo del profiler e Angelina Jolie in quello di Amelia e dopo l’uscita della serie tv nel 2020 interpretata da Russell Hornsby e Arielle Kebbel.