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L’uomo senza ombra - Il diario sessuale di Gerard Sorme

L’uomo senza ombra - Il diario sessuale di Gerard Sorme

1956: Gerard Sorme divide le sue attenzioni tra Gertrude e sua nipote Caroline, non disdegnando di riservare delle avances anche a Madeleine, coinquilina di Caroline. Gertrude è una donna autonoma, affettuosa, generosa; si prende cura di lui, non avanza mai richieste, ma non perde occasione per manifestargli le sue sensazioni di insicurezza sul loro rapporto e la sua profonda infelicità. All’inizio della relazione lui trovava attraenti i piccoli rituali che lei compie prima di concedersi: spogliarsi al buio, togliersi gli indumenti quasi con pudore, seguendo un ordine alternativo, in modo da evitare di mettersi “allo stesso livello di una spogliarellista”. Caroline, al contrario, è disinibita, e Gerard - che ne è consapevole, non provando al riguardo alcuna gelosia - potrebbe non essere il suo unico partner sessuale. Lei fa pressioni perché lui lasci Gertrude; lui è convinto che Caroline stia pensando di farsi sposare per soddisfare “il solito desiderio di sicurezza che hanno le donne”. Gerard non ama nessuna delle due: la sua vita sentimentale gli sembra “un’assurda ironia”. Un giorno, in biblioteca, si trova di fronte ad una scena interessante: “un omone grasso, tra i trentacinque e i quarant’anni, con la testa completamente calva”, intento inizialmente a consultare i libri della sezione sulla magia, con pochi sguardi e pochissime parole riesce a sedurre una giovane bibliotecaria: nel giro di pochi istanti lo stupefatto Gerard osserva i due dirigersi nel seminterrato, con il chiaro intento di appartarsi. Dieci giorni dopo Gerard incontra di nuovo l’uomo misterioso: gli viene presentato da Oliver Glasp, il suo amico pittore. Si chiama Caradoc Cunningham, è un esoterista, rivela di aver avuto dei trascorsi con il celebre satanista Aleister Crowley; pratica rituali magici, attraverso i quali lascia intendere di possedere la chiave per accedere a stati di coscienza amplificata...

“Suppongo che facciamo sesso in maniera troppo casuale. Ma il sesso è un atto di magia, un incantesimo di ciò che non si vede, delle forze stranamente pazienti e intelligenti dell’evoluzione...”. È lo stesso Colin Wilson a raccontare la genesi de L’uomo senza ombra, il seguito di Riti Notturni, secondo libro della trilogia dedicata al suo alter ego letterario Gerard Sorme, in Oltre i sogni - Autobiografia di un Outsider (Atlantide edizioni, 2017): “... Mentre scrivevo Origine degli impulsi sessuali, ricevetti una lettera di Maurice Girodias, l’editore parigino specializzato in libri osceni. Quando ero a Parigi, nel 1953, molti scrittori inglesi - come Alexander Trocchi e Christopher Logue - sbarcavano il lunario scrivendo “libri zozzi” per Girodias [...] L’idea mi piacque. Nel 1962 la polizia aveva ancora il potere di sequestrare i libri che giudicava indecenti. E io volevo poter scrivere sinceramente di sesso [...]. Mi misi al lavoro per scrivere il seguito di Ritual in the Dark, intitolato The Man Without A Shadow [...]. Ero felice di scriverlo, mi piaceva raccontare la mia vita sessuale in una forma un po’ romanzata. [...] L’editore americano che pubblicò il libro preferì intitolarlo Il diario sessuale di Gerard Sorme”. Il testo uscì nel 1963 per l’editore Arthur Barker, che corrispose all’autore un anticipo più cospicuo di quello promesso da Girodias, assumendosi il rischio di pubblicare una storia che mescolava due ingredienti esplosivi: sesso e occultismo. Wilson non si limita a raccontare le proprie vicende amorose: parte dalle proprie pulsioni ed esperienze erotiche per modellare una trama che cela un percorso di ricerca per prove ed errori, costruito su relazioni e incontri, a caccia di quelle esperienze di picco in cui, ritiene, si nasconda la chiave per accedere ad un livello superiore di consapevolezza dell’esistenza. Sceglie di farlo attraverso l’utilizzo della forma-romanzo (con annesso torbido finale) che gli consente di raggiungere il più vasto pubblico possibile, nel tentativo di “scrivere la nana bianca dei libri, un libro così denso da poterlo leggere cinquanta volte. Non un libro di idee, nel senso in cui L’Outsider è un libro di idee, ma un libro che tratta della vita con la stessa franchezza con cui siamo costretti a viverla”. Il testo - tra flussi di coscienza e scettiche incursioni nel campo dell’esoterismo, rimandi letterari e filosofici legati alla vasta erudizione e alla capacità analitica non convenzionale che, sin dall’esordio con L’Outsider, costituiscono la cifra stilistica dell’autore -, si sottrae dall’inquadramento in un genere, e si impone come interessante esperimento di scrittura di cui risultano chiari il valore storico e la forza dirompente all’epoca della pubblicazione. In uscita a breve, sempre per Carbonio Editore, Il dio del labirinto, il terzo e conclusivo capitolo della saga.