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Lupa nera

lupanera

Il cadavere nel fiume Manzanarre pare sia in acqua da parecchio tempo ed è una vista alquanto sgradevole. La pelle cerulea è ricoperta di macchie violacee e le mani sono quasi staccate dai polsi. La notte è buia e i lampioni, sulla strada sei metri sopra la posizione in cui si trova in questo momento Jon Gutiérrez, rendono le ombre ancora più dense. Sono le undici di sera e febbraio abbraccia ogni cosa con la sua morsa di freddo. Quel che Gutiérrez non sopporta in merito ai cadaveri in acqua è il fatto di doverli tirare fuori di peso. Dopo aver indossato la tuta di plastica bianca e aver calzato gli stivali di gomma, l’ispettore Gutiérrez si butta in acqua smadonnando e si avvicina all’isolotto verde in cui si è arenato il cadavere. Il corpo è rimasto intrappolato tra alcune radici ed è sommerso nella corrente. Quel che emerge è solo un pallido profilo, insieme a un braccio. Jon si fa mentalmente il segno della croce, affonda le braccia sotto quel corpo molliccio e tira. Il corpo non si sposta di una virgola, ma lui, in compenso, cade di culo in mezzo all’acqua mentre il suo piede destro viene inghiottito dal fondale sabbioso del fiume. Imprecando, con l’acqua alle spalle e l’orgoglio ferito, Gutièrrez non può fare a meno di chiedersi dove cavolo sia finita Antonia, del cui aiuto ha bisogno come dell’aria. La donna in questione è quell’Antonia Scott che gli ha dato una mano significativa sette mesi prima. Insieme hanno liberato Carla Ortiz. La notizia ha fatto il giro del mondo e i programmi spazzatura del mattino hanno rovistato per alcuni giorni nel caso. Ma sui media, riguardo ad Antonia e al progetto Regina Rossa, non è apparsa neppure una parola, perché si tratta di un progetto che non prevede premi, ma solo anonimato e un sacco di illusioni. Allora la vita ha ripreso il suo solito corso e il mondo intero ha voltato pagina. Tutti ad eccezione di Antonia, perché lei non volta pagina mai…

Secondo capitolo di una trilogia che, con oltre un milione e duecentomila copie vendute in quaranta paesi, è diventata un vero e proprio caso editoriale. La donna più intelligente del mondo, reputata una mente investigativa geniale, e l’ispettore della polizia romantico e allergico alle regole si ritrovano e questa volta devono occuparsi della sparizione di una donna, ma non una qualsiasi. Si tratta della moglie di un boss della mafia russa, ucciso durante un agguato con tutta probabilità architettato da potenti rivali. La donna è riuscita a fuggire, ma è stata inghiottita dal nulla e, insieme a lei, sono scomparsi anche scottanti segreti. C’è da fare i conti con un vasto giro di interessi criminali da parte di un’organizzazione russa molto potente, che fa capo a un personaggio anziano ma ancora molto potente, capace di muovere capitali e di occuparsi dei lucrosi traffici legati al mondo della droga e della prostituzione. E sarà proprio la scoperta, da parte di Antonia, di un gruppo di ragazze stipate all’interno di un container sigillato a far scattare il lei una sete di verità e giustizia che la spingerà a gettarsi in imprese rischiose, per affrontare le quali l’aiuto dell’ispettore di Bilbao sarà fondamentale. L’alchimia nata tra Antonia Scott e l’ispettore Gutierrez, in occasione del primo caso di cui si sono occupati, si rafforza e dà vita a una collaborazione professionale e una vicinanza personale che cattura il lettore e lo spinge a tifare per questi personaggi. Juan Gómez-Jurado, giornalista e scrittore madrileno, conferma la sua capacità di raccontare storie che si incastrano l’un l’altra come tessere di un puzzle fino a formare un intreccio coerente e ricco di colpi di scena. Ogni personaggio, ogni situazione, ogni descrizione sono curati nei minimi dettagli e trovano la loro corretta collocazione all’interno di una vicenda adrenalinica, resa ancora più interessante da una scrittura rapida ed essenziale, di fortissimo impatto. Il finale aperto - d’obbligo in quanto fin da subito Gómez-Jurado ha pensato ad una storia divisa in tre capitoli - è di forte impatto e insinua nel lettore la curiosità di conoscere l’epilogo di una vicenda che consacra l’ispettore dalla stazza imponente e dall’eleganza tutta italiana e la minuscola ma geniale donna dall’animo tormentato che dedica tre minuti ogni giorno al pensiero del suicidio, nel panorama della narrativa thriller di tutta Europa.