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Ma la notte... sì!

Ma la notte... sì!

Silvia è nata a Milano da Rosabianca, una donna bellissima e moderna, e Giuseppe detto Pino, un odontoiatra napoletano. Lei guida una Topolino amaranto e successivamente una Fiat 1100, lui è laureato al Collegio Bianchi di Napoli dai frati Barnabiti. All’inizio fa il medico condotto: assiste gratuitamente i poveri, mentre usa il tariffario con tutti gli altri. Va in giro con una pistola, d’altronde c’è la guerra. E questo suo essere un tipo tosto attira Rosabianca. Lui lavora molto, si esaurisce, va in depressione ed è sottoposto a elettroshock, lei, invece, si becca due anni con la condizionale per certi “magheggi” realizzati con ricette rubate essendo diventata dipendente da un farmaco contenente morfina che il marito le aveva prescritto, prima della nascita della figlia, contro i dolori mestruali. È questa quella che Silvia chiama “una sorta di famiglia Addams”, a cui si deve necessariamente aggiungere la nonna materna che per far stare tranquilla la bambina (Silvia è decisamente vivace) le rifila dei ciuccetti di garza imbevuti di zucchero, ma le fa anche annusare l’ammoniaca... La nonna paterna, invece, che vive a Castelnuovo di Conza in provincia di Salerno, della nipotina non conosce l’esistenza, ma d’altronde non sa nemmeno che suo figlio si è sposato. È per questo che quando vanno a trovarla la prima volta, appena si rende conto della situazione, molla un ceffone al figlio e lo fa rotolare dalle scale, mentre a Silvia, che ha appena sette mesi, fa ingoiare una banana intera con il rischio di soffocarla. Silvia cresce a Milano, una città stimolante, conosce gente da copertina di riviste, frequenta l’ambiente dello spettacolo e... inizia a cantare!

Pur se la penna è quella della giornalista Gabriella Mancini, il brio di Silvia Annicchiarico è così evidente, così tangibile, che è come sentirla raccontare quegli aneddoti della sua vita che vengono riportati nel libro. Le situazioni narrate sono uniche e a volte sono così piene di particolari, di quel periodo degli Anni Sessanta e Settanta, che è un piacere ricordare, soprattutto per chi le ha vissute direttamente o indirettamente. Un libro che si legge con grande facilità e grande piacere e che rappresenta anche uno spaccato dell’Italia dell’epoca, in larga parte dal punto di vista musicale e dello spettacolo. Si svelano anche i retroscena di certi scoop, di certi intrecci della politica, della nascita dell’impero Mediaset e dell’ascesa del suo patron Silvio Berlusconi. E poi c’è tutto il ripercorrere le tappe della grande famiglia di Arbore, sia per quanto riguarda il programma “L’Altra Domenica” sia per “Quelli della notte”, con i rapporti personali tra i vari membri del cast, il divertimento ad ogni puntata, l’improvvisazione, il capirsi al volo, la condivisione di momenti unici che ancora oggi sono piacevolissimi ricordi non solo per chi vi ha lavorato, ma anche per chi si è dilettato a guardare alla televisione quel programma memorabile. Non manca la musica, anche perché Silvia, grande corista dei famosi “4+4 di Nora Orlandi” (sezione milanese), ci ricorda, tra un aneddoto e l’altro, i refrain delle canzoni italiane di tanti anni fa. Insomma è un tuffo nel passato che non è solo quello della Annicchiarico, ma è quello di tutti gli italiani di quell’epoca. E poi c’è la radio, quella di oggi e non solo, ma certamente quella che non si dimentica più.

LEGGI L’INTERVISTA A SILVIA ANNICHIARICO, GABRIELLA MANCINI E RENZO ARBORE