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Macchie nel nulla

Macchie nel nulla

La vigilia di Natale è il giorno delle preparazioni. Anche dell’anatra farcita, che richiede una sequenza di azioni scrupolose che vanno dal togliere l’odore di selvatico con abbondanti spruzzate di aceto interne ed esterne e poi con un ultimo giro di brandy... Non tutti i matrimoni finiscono come La Guerra dei Roses, con eventi impossibili e botte da orbi, ma certo non si risparmiano mai colpi bassi, battute, telefonate mute o anche piene di urli. Ma non c’è nulla come l’anno PD, ovvero Post Divorzio, soprattutto con il conto dell’avvocato da pagare... La prima volta che ha incontrato suo marito Daniele è stata al ristorante dove lui faceva lo chef ed era uscito dal suo regno per salutare gli avventori. Valeria era a cena lì con un’amica ed era rimasta colpita dall’abbronzatura dell’uomo, assolutamente in contrasto con il bianco candido della casacca con doppia fila di bottoni dorati: si può essere eleganti anche in tenuta da lavoro!... L’amica del piano di sopra sostiene che lei soffre di “sindrome del letto vuoto”. D’altronde lei, con una “amenorrea psicogena”, non è riuscita ad avere figli, mentre suo marito era fissato da questa idea, quasi ossessionato dal desiderio di procreare ed è andato con una ex compagna di liceo. Prima di questo aveva vissuto un periodo di vero e proprio innamoramento con il figlio del fratello, tutte le sue conquiste quotidiane, tutti i suoi progressi di crescita...

C’è di tutto di più in questa serie di racconti nati dalla penna dell’anconetana Monica Ferraioli: situazioni comuni, più o meno probabili, amore, disinteresse, o addirittura odio profondo. E se pure le storie che descrive non sono del genere che ti fa rimanere a bocca aperta, di certo l’autrice ha una profonda conoscenza dell’animo umano e scruta i suoi personaggi con grande attenzione, permettendoci a nostra volta di guardarli dal punto di vista psicologico, con le loro forze e le fragilità, la voglia di arrivare o il desiderio di farla finita. C’è un tema trasversale che interseca ogni racconto ed è l’amore, mai felice, che l’autrice descrive in maniera disincantata e c’è un periodo dell’anno maggiormente presente come sfondo, quello delle festività natalizie. D’altronde, non c’è periodo peggiore per chi non è felice, per chi si sente solo, per chi, abbandonato dall’amore, si ritrova a scegliere diversamente dai propri desideri. Ecco, indubbiamente c’è una profonda tristezza di fondo che ci presenta una Ferraioli diversa rispetto al romanzo precedente, Cenerentola oggi porterebbe il 41, che se pur affrontava un divorzio, alla stessa maniera di una buona parte dei racconti di questa nuova fatica, era intriso però di un’ironia tagliente, capace di mettere in ridicolo la protagonista, riscattandola poi, nel momento in cui, con un colpo di reni, decide di uscire dal pantano in cui si era ficcata per amore. Di certo in queste Macchie nel nulla che già nel titolo sono chiarificatrici, c’è poco spazio per il sogno, i piedi ben piantati per terra, il romanticismo relegato ai romanzi rosa e una analisi lucida e distaccata di una realtà di coppia e di umanità sempre più scoppiata.