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Mai dire mai a un Martini dry

Mai dire mai a un Martini dry

Un agente segreto di Modena incontra un suo illustre collega britannico giunto in Italia a caccia di un... ingrediente prezioso; James Bond, ritiratosi in pensione nella campagna modenese, deve affrontare la minaccia di un ladro di galline; un James Bond di passaggio in una osteria di Campogalliano gioca a carte con i vecchi compagni d’armi della II Guerra Mondiale; la Spectre e Rudolph Hitler, sedicente figlio del Fuhrer, minacciano di far saltare in aria con una bomba atomica una città se non saranno loro consegnati 1000 miliardi di dollari: sta a Bond e al detective privato di Ravello Jack Pasini sventare il complotto internazionale; James Bond sfida Gilles Villeneuve ad una singolare gara di velocità; una terrorista sta per far detonare un ordigno atomico baciando James Bond e lui non fa nulla per impedirglielo perché ne è innamorato...

Un folto gruppo di scrittori italiani (e il maestro dei nostri barman Arrigo Cipriani) alle prese col mito di James Bond, in occasione del lancio di un circuito di lussuosi locali, i Bond point, nei quali vengono serviti nella giusta atmosfera i 27 drink e i 7 champagne preferiti dal comandante Bond, dai villains della serie di 007 e dalle Bond girls. Una cavalcata anarchica e sorprendente che evita il rischio di una ridicola clonazione e opta per uno humour generalizzato, per un’ironia raffinata, per il gusto della citazione centellinata come aceto balsamico invecchiato e non fine a se stessa, a chili. In appendice, le schede dei 30 Bond point italiani e una breve storia dello champagne. Ci voleva, che a furia di mangiare libri viene una sete...