Magdalena osserva la stanza in cui si trova e distingue una quantità innumerevole di suppellettili ammucchiati in ogni dove, oggetti di stile ed epoche diverse ammassati come fossero in un negozio di mobili. Alcune persone guardano, accorte e silenziose, un cane nero. Un grosso alano che, vedendo entrare Octavian e Magdalena, si è alzato minaccioso sulle quattro zampe. Improvvisamente Luky, un giovanotto alto e biondo dai lineamenti regolari, cerca di zittire l’animale. Eugenia Sîrzea, la padrona di casa, è infastidita. Mentre ordina al nipote di ammansire il suo nuovo cane, si avvicina a Magdalena. È lei la studentessa di cui Octavian le ha parlato. Eugenia guarda la ragazza bruna con ammirazione, è colpita dai suoi occhi viola così belli e singolari. Magdalena Gherea, iscritta alla facoltà di medicina, è interessata ad affittare una camera. Il cane è ancora agitato, non intende calmarsi. Il signor Sîrzea, pedante proprietario di casa, è nascosto nel bagno, terrorizzato. L’animale, premio di una scommessa vincente, è ostile e probabilmente affamato. Non riconosce l’ambiente e nemmeno l’autorità del suo nuovo quanto inesperto padrone. Nel mezzo di questa baraonda, che avrebbe dissuaso chiunque dal rimanere, Magdalena è invece ancora sorprendentemente interessata a quella camera libera. Uno spazio gradevole, caldo e luminoso anche se piuttosto spoglio. Deve solo chiarire uno spiacevole equivoco, lei ed Octavian Dobrotea sono solo amici, nulla di più. Magdalena vuole concentrarsi unicamente sullo studio…

Sidonia Drăgușanu è stata una scrittrice rumena, attivista, femminista ed anticonformista, nata e vissuta a Bucarest dal 1908 al 1971. Fu giornalista, autrice di opere letterarie e una grande sostenitrice dell’emancipazione femminile, tema spesso ricorrente nelle sue pubblicazioni. Nel periodo storico tra le due guerre mondiali, fece parte del movimento letterario delle “ragazze cattive”. La signora dagli occhiali neri, una raccolta di novelle, è l’opera più nota della prolifica autrice. Malamore, romanzo ambientato negli anni Cinquanta del secolo scorso, è ancora spaventosamente attuale. Non potrebbe esserci titolo più azzeccato per raccontare i tumulti sentimentali che rendono la protagonista una tormentata vittima della sua stessa storia. La manipolazione affettiva, smascherata pagina dopo pagina, è irritante e faticosamente sopportabile. La lettura è scorrevole ed intelligente. I personaggi sono ben tratteggiati. Una caratterizzazione psicologica fine ed approfondita, capace di travalicare il tempo e lo spazio per giungere chiara e limpida fino ai giorni nostri. Il testo non racconta semplicemente le vicissitudini amorose di una coppia sfortunata ma affronta temi urgenti ed impegnati, pur rimanendo un romanzo piacevole ed avvincente. Magdalena, originaria di Petroșani, si trasferisce a Bucarest per studiare medicina. È una ragazza seria ed intelligente, responsabile e determinata a raggiungere i suoi obiettivi, ancora più ambiziosi vivendo in una società patriarcale. Luky Stamatin irrompe senza preavviso nella sua vita. Un personaggio complesso, fastidioso, intollerabile e decisamente detestabile. Un indolente scansafatiche, un vagabondo millantatore il cui unico vero talento è la sottile e pervasiva arte della manipolazione affettiva. La storia evolve rendendo sempre più evidenti quei sottili e pericolosi meccanismi relazionali, purtroppo ancora oggi ben noti. Luky tesse una ragnatela sempre più fitta come un manipolatore narcisista. Geloso di chiunque, isola la donna “amata” dai propri affetti, dalla famiglia e dagli amici sinceri. Cerca di aumentare la propria scarsa autostima colpevolizzando Magdalena, facendola sentire sbagliata, ottusa, severa ed intransigente. Luky è tormentato, sopraffatto dalla solitudine. Si atteggia ad artista e raffinato conoscitore dell’animo umano ma è invece un personaggio privo di empatia, profondamente insicuro, disonesto, giudicante ed infelice. È un ricattatore emotivo, contraddittorio ed ambivalente. Richiede eccessiva ammirazione, afferma un’immagine grandiosa di sé e, nel mentre, si fa compatire. Lui, una vittima sola ed incompresa. Così Magdalena cerca di aiutarlo ma non riesce, è schiacciata da troppe responsabilità. I sensi di colpa, terribili, la tormentano. Ormai stanca, disarmata ed esausta non riesce più a concentrarsi sullo studio e perde così anche il rispetto per se stessa. “Questo è l’amore, si è ribellata lei, questo è? Un tormentoso gioco delle ipotesi? Un’inquietudine continua?”.