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Maledetto Baudelaire!

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Namur, Belgio, verso la fine degli anni Sessanta dell’Ottocento. Un uomo di quasi cinquant’anni, uscendo dal portale barocco della chiesa di Saint Loup, cade sbattendo la fronte. Pare stia anche imprecando. “Sacramento, sacramento!”, urla, con un certo qual tono di risentimento. I due che lo accompagnano, industriandosi come meglio possono, prendendolo per le ascelle e tirandolo su in piedi, decidono che forse è meglio riportarlo a Bruxelles, nel convento di San Giovanni e Santa Elisabetta, vicino al Giardino Botanico, dove il disabile di mezza età vive ormai da marzo, sotto l’osservazione non molto compiaciuta delle suore. Sembra si chiami Charles Baudelaire; e sembra sia stato un poeta, per lo meno prima di ridursi in questo stato. Un decennio prima, nel giugno del 1857, ha infatti dato alle stampe il suo primo opuscolo, che recava lo strano titolo de I fiori del male. Ormai emiplegico e muto, Baudelaire rivede a grandi tratti la sua vita: la casa di rue Hautefuille, a Parigi - dove negli anni Venti, da bambino, viveva con i genitori - e la casa al 136 bis di rue de Grenelle-Saint-Germain, dove la madre si era trasferita col nuovo consorte, il tenente colonnello Jacques Aupick. Poi, ancora, gli indimenticabili amori della giovinezza: la strabica e disgustosa Sarah, che gli aveva trasmesso la gonorrea; e l’enorme e nera Jeanne Duval - Duval o Lemer o Prosper: il nome e la data di nascita, la signorina li aveva dimenticati fra i panni sporchi della vita - che invece aveva condiviso con lui la sifilide. Ah, i bei tempi andati!...

Già autore di una trilogia sui cosiddetti poètes maudits, Jean Teulé riappare sul mercato librario italiano con questa nuova biografia romanzata di Charles Baudelaire. In uno stile che richiama gli esordi fumettistici dell’autore e la mai sopita passione per il rock, Maledetto Baudelaire! ritrae il poeta parigino del ‘800 quasi si trattasse di una rock-star ante litteram. Lo stile di Teulé rievoca talvolta pagine di Queneau (Pierrot mon ami); talaltra pare innestarsi nella tradizione del romanzo popolare degli ultimi anni, ma sempre con un accento e una intonazione, per così dire, punk. Il romanzo sembra adatto ad ogni tipo di lettore; a maggior ragione sarà apprezzato dai cultori dell’autore de I fiori del male e de Lo spleen di Parigi. Jean Teulé è nato nel febbraio del 1953 in Normandia, a Saint-Lô. Ha iniziato a lavorare come fumettista, per poi passare alla realizzazione di reportage; infine è giunto alla scrittura, e dal 1992 ad oggi ha dato alle stampe svariati lavori, fra cui Io, François Villon, già apparso in Italia nel 2007, sempre per Neri Pozza. Vive a Parigi, con l’attrice Miou- Miou. Per Maledetto Baudelaire! si potrebbero riprendere le parole di Pierre Drachline, il quale, recensendo sul quotidiano francese “Le Monde” il precedente O Verlaine!, pubblicato quasi quindici anni fa, scrisse che “nel libro si ritrova tutta la tenerezza che questo autore prova per i dimenticati della Storia, per coloro che nascono già sconfitti”.