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Max Stirner – Vita e opere

Max Stirner – Vita e opere
Il risvolto umano del filosofo tedesco Max Stirner - nato a Bayreuth nel 1806 e morto a Berlino nel 1856 - ci rivela le coordinate di una vita intensamente consacrata alla lettura e all’approfondimento  degli studi delle principali discipline umanistiche. Indifferente e lontano dai forti clamori del nuovo gioco sociale, scriveva libri e articoli, frequentava il circolo dei “Liberi”- fucina dei migliori talenti della sinistra hegeliana - insegnava in un istituto per ragazze di buona famiglia. La prima moglie gli era morta a causa di un parto precoce, la seconda lo aveva abbandonato. L’Unico e la sua proprietà condensa il suo pensiero politico e filosofico, improntato alla rivendicazione di una singolarità che non può essere ricondotta alla sintesi sociale da alcuna forma costituita. Considerato precursore del nichilismo e dell’esistenzialismo, esponente dell’individualismo borghese e del pensiero anarchico, Max Stirner resta essenzialmente un filosofo che sfugge a ogni tentativo di inquadramento… 
A dispetto del titolo accademico e asettico questo libro è davvero un piccolo gioiello attraverso cui il lettore italiano può finalmente cogliere l’opportunità di conoscere la prima ricostruzione della vita di Max Stirner realizzata in tre edizioni tra il 1898 e il 1914 dal poeta scozzese John Henry Mackay. A fare del filosofo tedesco un soggetto per un’indagine biografica fu la curiosità indotta dagli studi giovanili di Mackay, che occasionalmente venne a contatto presso il British Museum di Londra con L’Unico e la sua proprietà. La sua narrazione non nasconde la passione, ma ha il grande pregio di portare in luce spinte individuali e ragioni storiche della forza propulsiva di un pensiero che tenta di far sopravvivere lo spirito dell’originalità individuale nel momento storico in cui rabbrividendo si chiude tra i recinti della dialettica sociale. Ci corre dunque l’obbligo di sottolineare la meritevole operazione condotta in porto dalla piccola casa editrice Bibliosofica per aver individuato un vuoto che andava colmato.