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Mediterraneo

Mediterraneo

Giovanni Belisario è da poco giunto in Grecia; è un ex docente universitario che scrive saggi e romanzi – ma anche sceneggiature televisive e lavori per il teatro: a Cnosso sta per andare in scena una sua commedia, La scelta di Teseo – ma non è questa la ragione che lo ha spinto a partire per la Grecia: una sera, qualche tempo prima, ha ricevuto una mail alquanto allarmante dal figlio, che non sente da mesi, e che sembra essere finito nei guai. Tutto sembra essere cominciato ai tempi in cui Christian Belisario, prestava servizio in qualità di comandante su una di quelle imbarcazioni che traggono in salvo i migranti nel mar Mediterraneo per conto di una Ong: una volta lo hanno anche arrestato per alcuni mesi per aver forzato un blocco... ma i problemi veri sono cominciati quando il suo amico Pedro, dopo un’immersione, è risalito in superficie portando con sé un ipercubo, per l’esattezza un dodecheratto, scovato nei fondali marini, e che pare dotato di poteri magici. E Giovanni Belisario di punto in bianco decide allora di mettersi sulle tracce del figlio. Ma una volta giunto in Grecia, scopre che nel frattempo Christian si è spostato in Turchia, o chissà, forse a Gerusalemme, dal suo amico Jeshua, che insegna Storia delle religioni abramitiche all’università, forse per cercare di capire qualcosa su quella strana società che usa il tetragramma biblico come nome, la YHWH Inc., e che sembra avere molto a che fare con tutta la faccenda dell’ipercubo e con tutto quello che ne segue...

L’ultimo lavoro di Gianluca Barbera, pubblicato da poco da Solferino, è un romanzo dalle atipiche sembianze: generato da aspirazioni che per molti versi potrebbero apparire enciclopediche, si sviluppa tuttavia lungo un registro stilistico alquanto popolare: potrebbe trattarsi di un tascabile con alte ambizioni, o viceversa di un lavoro ambizioso in formato tascabile. La narrazione principale, quella da cui si dipanano le avventure di Belisario e del figlio Christian, irrompe nel nostro presente più ravvicinato, per lo meno il presente collettivo delle nazioni che sboccano sul Mar Mediterraneo, crocevia ormai da svariati anni di intensi flussi migratori. Il romanzo è dunque collocato, da un punto di vista temporale, in questa epoca segnata grosso modo dalla crisi dei migranti e dal terrorismo islamico. I generi narrativi vi si mescolano: dalla narrazione storica con intonazioni erudite a uno stile che a tratti scende al livello della cronaca giornalistica, fino a uno sviluppo della trama che spesso trascende il thriller o il fantastico: sembrerebbe quasi di avere fra le mani l’opera di un esponente di un qualche movimento letterario tipo realismo magico, o un movimento revival di tali movimenti ormai lontani: da Borges a Bolaño, dunque, passando per gli inserti di cronaca di today.it. Così, se nelle prime pagine possiamo leggere che Belisario aveva prenotato un volo per Creta tramite Expedia.it, con la stessa disinvoltura possiamo leggere dell’incontro fra Alessandro Magno e Diogene di Sinope, o di Gesù fra gli Esseni, o ancora del profeta dell’Islam e del problema che insorse all’epoca della sua successione. Per quanto le intenzioni di Barbera possano essere senza dubbio ottime, quello che ne viene fuori non sembra essere molto di più di un romanzo d’appendice del nostro tempo: il qual giudizio non vuole assolutamente scoraggiare i lettori, né tanto meno offendere l’autore.