Salta al contenuto principale

Merlino, Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda

merlinoartùeicavalieridellatavolarotonda

Una volta i diavoli vivevano sulla terra e si divertivano a torturare gli uomini per crearsi dei seguaci, stremando la loro bontà e fiducia nel prossimo, rendendoli tristi e arrabbiati. Un giorno però un diavolo trovò una preda meno facile del solito. Una ragazza di cui aveva provveduto a uccidere tutta la famiglia non si era persa d’animo. Intelligente, di fronte alle sue disavventure si era rivolta a un eremita che aveva saputo riconoscere il problema e consigliarla. Umile e saggia, nonostante attraverso uno spiraglio di sconforto il diavolo si fosse aperto una porta in lei e le avesse lasciato un bambino in pancia, la ragazza aveva imparato a resistergli e a non farsi prendere dalla rabbia né dalla tristezza. Aveva partorito un figlio incredibile, astuto come il diavolo e buono come lei, in grado di prevedere il futuro, mutare forma e compiere grandi magie. Il suo nome era Merlino. Grazie al suo dono, il giovane Merlino si era fatto notare dai più importanti re della Britannia, e aveva preparato la strada agli eventi futuri: il recupero del proprio regno da parte dei legittimi eredi Uter e Pandragon, le battaglie contro i Sassoni, la costruzione della Tavola Rotonda in attesa dell’arrivo del grande cavaliere destinato a ritrovare il Graal; il concepimento fraudolento di Artù e la rivelazione di quest’ultimo a futuro re attraverso l’impossibile estrazione di una spada da una roccia; l’adozione da parte della bella e curiosa Viviana di un bambino promettente, Lancillotto, destinato a diventare Primo Cavaliere…

Introdotto dalla bella prefazione della professoressa di filologia romanza di “Sapienza” - Università di Roma Arianna Punzi, che ci aiuta a riprendere le fila della tradizione del mito di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda, questa riscrittura di Sara Marconi, con illustrazioni di David Pintor, ripropone i notissimi personaggi del ciclo Bretone mostrando figure e particolari non troppo conosciuti. Sara Marconi ha riletto i grandi libri che hanno trasmesso questo mito con sguardo nuovo e ha trovato gli aspetti moderni che spesso i grandi classici ci offrono così naturalmente da non farsi notare, ma che scontati non sono affatto. Prime fra tutte le belle figure femminili, intelligenti, curiose, forti, madri naturali o adottive di personaggi maschili universalmente noti. Come la madre di Merlino, di cui non sappiamo neanche il nome, ma che, grazie al suo temperamento, riesce a trasformare una condanna in un dono e grazie alla quale può avere inizio tutto: Merlino, Artù, la tavola rotonda, Lancillotto… grazie a lei prende vita la parte più vivida del nostro immaginario medievale. Il libro è ricco di personaggi che non si arrendono di fronte alla malasorte, e di raffigurazioni di infanzie straordinarie, di bambini dispettosi ma anche saggi, educati, estremamente seri nell’esercizio della cavalleria. Rimaneggiare i classici porta sempre a fare nuove scoperte. Allo stesso modo, vale la pena rileggerli, e anche riscriverli, se vuol dire offrire nuove prospettive, come accade in questo bel Merlino, Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda.