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Messaggero di verità - Le inchieste di Maisie Dobbs

Messaggero di verità - Le inchieste di Maisie Dobbs

Prologo. Romney Marsh, Kent, martedì 30 dicembre 1930. Il taxi rallenta lungo la cancellata di Camden Abbey e si ferma davanti all’ingresso principale per lasciar scendere la donna a bordo. Dopo una lunga conversazione con la badessa, Dame Constance, durante la quale, davanti alla grata, la giovane ha espresso dubbi e incertezze e il desiderio di tornare serena, è evidente che più che di un consiglio spirituale, ha bisogno di essere indirizzata verso qualcuno che può aiutarla: il caso vuole che fossero entrambe al Girton College, ma la persona alla quale pensa la badessa ci è arrivata un po’ più tardi, nel 1914... Scotland Yard, Londra, mercoledì 31 dicembre 1930. La donna che siede rigida sulla sedia sta cercando di far capire all’ispettore Stratton che, nonostante la sua indagine non abbia dato risultati, vuole ricorrere all’agenzia investigativa di una certa Maisie Dobbs, che le è stata caldamente raccomandata. Stratton la conosce e sa come lavora: è onesta, capace e Scotland Yard si è rivolto a lei in passato. Dopo essere uscita di casa a tredici anni per andare a servizio, è stata notata per la sua intelligenza da un amico dei padroni; di ritorno dalle Fiandre dove è stata ferita durante la guerra, ha lavorato in un’istituzione protetta, curando le psicosi traumatiche gravi. Completata la sua formazione, ha studiato al Dipartimento di medicina legale di Edimburgo prima di diventare assistente del suo mentore, da cui ha imparato molto. Dopo che se n’è andata, l’ispettore Stratton non può che sentirsi sollevato per essersi liberato da quella donna tremenda... Fitzroy Square, Londra, mercoledì 7 gennaio 1931. L’investigatrice che Dame Constance le ha ordinato di consultare – quando la badessa parla non è certo per dare un semplice suggerimento – opera in una stanza dell’edificio che Georgina Bassington-Hope sta osservando. Ha già rimandato l’appuntamento due volte. Cammina su e giù davanti al palazzo, chiedendosi se sarà in grado di trovare il coraggio di vedere Maisie Dobbs, quando, alzando gli occhi, scorge una donna affacciata alla finestra dell’ufficio al primo piano: dev’essere la persona per cui si trova lì. Sta per svignarsela, quando, quasi costretta da una forza che percepisce senza vederla, alza ancora lo sguardo. Maisie Dobbs sta fissando proprio lei e solleva una mano in modo così persuasivo che la visitatrice si sente invadere dalla certezza che potrà affrontare qualsiasi cosa. Quando attraversa la porta e legge la targa su cui sono incise le parole “MAISIE DOBBS, PSICOLOGA E INVESTIGATRICE, capisce di essere stata indirizzata bene. È sicura di poter trovare un rifugio nel quale sgravarsi dei suoi sospetti, che saranno confermati o smentiti. Di poter descrivere la landa selvaggia irta di dubbi nella quale sta languendo dal terribile momento in cui ha saputo – prima ancora che qualcuno glielo dicesse – che la persona a lei più cara, che la conosceva bene quanto lei conosce se stessa, è morta...

Siamo alla quarta indagine della psicologa e investigatrice Maisie Dobbs, protagonista della serie della pluripremiata scrittrice inglese Jacqueline Winspear. Messaggero di verità è ambientato nel 1931, nel pieno della Grande Depressione e, come in passato, anche Maisie si trova a dover affrontare situazioni problematiche e scelte importanti. Dopo gli eventi narrati in Piccole bugie, il rapporto con il suo mentore, il dottor Maurice Blanche, si è incrinato. Inoltre, quasi a voler dimostrare la propria indipendenza, si è trasferita dall’abitazione londinese che Lady Rowan Compton le ha messo a disposizione, in un appartamento che lei stessa ha acquistato. Infine, si sta convincendo che la libertà e il lavoro sono troppo importanti e che non potrebbe mai rinunciarvi per il matrimonio con Andrew Dene, il medico cui è legata da qualche tempo. La vita di moglie e di madre non è ciò che desidera in questo momento. O forse, più semplicemente, Dene, pur essendo rispettabile, paziente e comprensivo nei suoi confronti, non è l’uomo giusto per lei. Il caso al quale decide di dedicare ogni sua energia le fornisce la possibilità di riflettere sul suo futuro, allontanandosi, almeno in parte, dai postumi della Prima Guerra Mondiale, anche se altre nubi minacciose si stanno addensando all’orizzonte. Le indagini riguardano le circostanze della morte di Nicholas Bassington-Hope, un giovane artista controverso che stava conquistando una certa fama. La sorella gemella Georgina ha assunto Maisie perché scopra se la sua morte sia stata accidentale, come afferma la polizia, o se qualcuno lo voleva morto. Di certo si sa che Nick stava allestendo una mostra e proprio la notte prima dell’inaugurazione, nel montare la sua opera più grande e importante, è caduto dall'impalcatura rompendosi il collo. Georgina è convinta che questo incidente nasconda un omicidio, ma non ha prove a riguardo, solo una sensazione nel cuore. Per Maisie questo è l’indizio più significativo e l’unico che le occorre per accettare l’incarico che la farà addentrare nel misterioso mondo del mercato dell'arte – gallerie, abili mercanti, collezionisti agguerriti – dove tutti sono pronti a tutto pur di mettere le mani sull’oggetto desiderato. Personaggio affascinante, Maisie rappresenta l'outsider per eccellenza: nonostante le sue umili origini, non fa parte di nessuna classe sociale e, pur sentendosi a volte fuori posto, riesce a districarsi in ogni ambiente – da sottolineare il talento della Winspear nel riprodurre i vari registri linguistici tipici dell’Inghilterra degli anni ’30. Maisie è tenace e determinata a scoprire la verità, a qualunque costo: non importa se ferirà qualcuno o quanti pericoli troverà sulla sua strada. Affiancata dal fedele Billy Beale, utilizza le tradizionali tecniche investigative di raccolta degli indizi e delle testimonianze, ma pone particolare attenzione anche a molteplici aspetti psicologici: grazie alla valutazione e alla comprensione delle azioni, delle reazioni, persino dei gesti apparentemente insignificanti delle persone coinvolte riuscirà a risalire alle motivazioni più profonde e, quindi, al colpevole: “Le verità sospese tra il bianco e il nero, nelle zone grigie dell’esperienza, non erano mai nette, e pur non fidandosi di Georgina, dubitando di lei per motivi che doveva ancora identificare, era sua abitudine sforzarsi di vedere il lato umano di ognuno”. Non solo è una persona empatica e sensibile, ma potrebbe essere definita una “sensitiva”, perché per captare le vibrazioni e l'aura di un luogo, non esita a concedersi importanti momenti di meditazione. Come accade nei vagoni ferroviari in disuso sulla spiaggia di Romney Marsh che Nicholas, insieme ad altri amici artisti, aveva trasformato in studio. E’ forse stato testimone o coinvolto in atti di contrabbando? È stato ucciso per una vendetta personale o forse perché stava portando alla luce situazioni “sconvenienti”? Alla fine, i fili sciolti di questo caso vengono tutti riannodati e si scoprono legati, ancora una volta, alla Grande Guerra: con uno sguardo al passato e uno al futuro, anche in questo giallo storico dai personaggi finemente disegnati e dalle ambientazioni suggestive, Maisie riuscirà a rimuovere il duro guscio che il tempo e le circostanze hanno creato intorno alla verità.