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Mezzanotte all’impasse du Cadran

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Parigi, ottobre 1899. Louis Barnave, un anziano con l’ossessione del tempo, scorbutico e abitudinario, è convinto che nel giro di due settimane ci sarà la fine del mondo. Un meteorite colpirà la Terra distruggendola e annientando il genere umano; non un gran danno, secondo Barnave, che è convinto che “il tempo ne ha piene le tasche di essere valutato in ore di lavoro per i poveri e di profitto per i ricchi”. In questo clima di apprensione ma anche di credenze e superstizioni, si susseguono delitti enigmatici e inspiegabili. Alcuni uomini vengono uccisi in circostanze misteriose: tutti avevano ricevuto una lettera, scritta in maniera elegante, con termini scelti con cura, su una carta pregiata color crema e firmata solamente con una L molto decorata, che li invitava a presentarsi a mezzanotte all’impasse du Cadran. Tutti gli uomini hanno accettato l’invito, incuriositi, pensando si trattasse di un incontro o di una donna che non voleva mostrarsi prima. Arrivati all’appuntamento non hanno trovato nessuno e sono stati colpiti alle spalle. Il giorno successivo, tutti sono stati trovati derubati del portafoglio, si pensa per ritardarne l’identificazione, e circondati da oggetti strani e apparentemente senza una spiegazione logica: una falce in miniatura, una clessidra vuota, un sacchetto di grano e di ghiaietta nera, tre pietre avvolte in fasce di tessuto bianco e un coccodrillo di peluche. Victor Legris e Joseph Pignot cercheranno di aiutare la polizia parigina a trovare il colpevole…

Claude Izner è lo pseudonimo di Liliane Korb e di Laurence Lefèvre, due sorelle e scrittrici parigine, oltre che libraie. Mezzanotte all’impasse du Cadran è il penultimo libro della saga scritta a quattro mani che ha come protagonista Victor Legris, libraio ed investigatore. A fare da sfondo, la Parigi del XIX secolo, talmente ben dipinta dalle autrici (grazie anche alle loro ricerche storiche sul periodo), che sembra quasi di vederla, grazie ai personaggi ben rappresentati, le descrizioni dei luoghi, delle abitazioni, degli abiti e del contesto in cui sono presentati. Il tempo ha un ruolo fondamentale, e ciò è evidenziato anche dall’indicazione specifica del giorno, che contribuisce a dare veridicità alla narrazione e allo stesso tempo a scandire il susseguirsi delle giornate, e di conseguenza anche delle azioni attuate dai due investigatori per arrivare alla verità. È una corsa contro il tempo, riuscire a capire chi è il colpevole prima del prossimo omicidio, in un periodo storico dove l’analisi delle prove e le ricerche dipendono strettamente dalle capacità deduttive e dalla perspicacia di chi si trova ad indagare. Uno stile chiaro, scorrevole, dove la descrizione storica è funzionale e arricchisce lo sviluppo dell’investigazione.