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Mille briciole di luce

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Il papà di Danni è un meccanico: ha le mani forti e ruvide e dai suoi vestiti esala l’odore dell’officina. Papà, prima di uscire, accarezza il figlio sui capelli e sulla fronte, velocemente, come si fa con un agnellino. Danni, che ha dodici anni, vive da solo con il papà, perché la sua mamma è morta. La mamma era giovane e faceva l’aiutante di una parrucchiera del loro piccolo paese. Ma prima, in Romania, era stata una promessa della ginnastica artistica. A Danni piace guardare i filmati dei campionati del mondo di ginnastica artistica, le olimpiadi, ogni tipo di esibizioni: corpo libero, parallele, anelli, volteggio. La ginnastica artistica, però, è la sua passione di prima. Ora, invece, tutti i suoi interessi e il suo entusiasmo vanno alla ginnastica ritmica. Ma la ginnastica ritmica è uno sport al quale in Italia i maschi non sono ammessi. Ambra, atleta di ginnastica ritmica, studentessa di liceo e grande amica di Danni, mette in atto un escamotage per consentire al ragazzino di entrare nel palazzetto dello sport in cui lei stessa si allena: lo fa vestire da ragazza nella giornata “porta un’amica”, nata per incoraggiare nuove iscrizioni. Lì Danni potrà provare le diverse specialità, il corpo libero o gli attrezzi. L’importante è che non si dimostri troppo abile ed esperto, perché lo scopo della giornata “porta un’amica” non è quello di individuare campionesse, ma semplicemente qualcuno che, anche dal nulla, voglia dedicarsi alla ginnastica ritmica…

Mille briciole di luce, che potremmo definire romanzo di formazione, ha una struttura originale e complessa, che riecheggia gli elementi del teatro greco: tra i protagonisti troviamo infatti il coro delle ginnaste e ogni capitolo, definito “Atto”, è introdotto da una poesia dedicata all’uno o all’altro dei diversi attrezzi della ginnastica ritmica: la palla, le clavette, il nastro, la fune e, infine, il cerchio che apre l’ultimo atto ed è “il passaggio segreto/ per un nuovo mondo”. Oltre ad Ambra, nel romanzo troviamo altri personaggi che si evolvono insieme al protagonista e ne descrivono, dall’esterno, l’identità: Radu, l’amico pianista, anche lui italiano di seconda generazione; il papà, schivo e silenzioso; Rosa, la parrucchiera per cui lavorava la mamma, accogliente e sempre affettuosa con Danni, e Lavinia, che pratica il nuoto sincronizzato e regala la speranza, perché, dice, “le cose cambiano anche nello sport”, come è successo in Italia per la squadra mista del nuoto sincronizzato, e in alcuni Paesi la ginnastica ritmica viene già praticata anche dai maschi. Grazie a tutti loro, Danni riuscirà a superare un momento difficile e discriminante per riemergere ritrovando attorno a sé “mille briciole di luce”, come recita il titolo del libro, consigliato a tutti coloro che coltivano le proprie passioni con coraggio e che non si fanno fermare dalle consuetudini e dagli stereotipi.