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Mille papaveri rossi

Mille papaveri rossi

Anno nono dell’era fascista. Tra le colline del Monferrato Nina, Luigi e Piero scorrazzano nei campi nonostante la calura estiva. Hanno circa sette anni e un senso di libertà che non ritroveranno più. O almeno non con la stessa intensità. Così come l’entusiasmante incanto che il mondo sia un luogo meraviglioso. Tra le tante scorribande, è in atto la missione miele: ad un passo dalle arnie, senza alcuna attrezzatura, muniti solo di un bastone e tanta incoscienza, vengono attaccati da uno sciame di api. E spaventati da tre colpi di fucile: Laserta, il padrone delle arnie, della terra e del miele li ha scoperti e vuole acciuffarli per punire la loro sfrontatezza. Corrono a casa, finalmente fuori pericolo. Con i grandi, non una parola. Il giorno successivo Laserta si presenta a scuola e, anziché chiedere una punizione esemplare, regala ai tre monelli un vasetto di miele a testa. Con la promessa che, se ne avessero voluto altro, avrebbero dovuto chiederlo. Per tutta l’estate tornano a trovare lui e sua moglie Margherita. Durante una festa a casa Ravera, c’è anche Piero: gli sguardi dei presenti su di lui, un umile contadino tra gli invitati borghesi diventa insostenibile. I tre amici, quindi, si dileguano in cantina e poi al torrente per l’ennesima avventura. La vita dei tre ragazzi scorre allegra, piena di musica jazz ascoltata nel retrobottega, sapori e odori che resteranno nei ricordi per sempre. Fino a che la Storia entra nelle loro vite, prepotentemente, sconvolgendole…

Nina, voce narrante di questo delicato e toccante romanzo, racconta le vicende dei tre protagonisti, che si snodano sullo sfondo dell’Italia fascista che vieta l’ascolto di musica jazz, che emana leggi razziali che separano anche i più solidi affetti, che manda giovani uomini al fronte a morire. Un racconto che va dalla spensieratezza alla paura, dalla libertà ai tentativi di opposizione rispetto a leggi e divieti ritenuti incomprensibili. Una lettura scorrevole e godibile, che coinvolge soprattutto per la profondità dei personaggi. Il titolo Mille papaveri rossi richiama immediatamente La guerra di Piero, indimenticata canzone-capolavoro di Fabrizio De André e riscrive la storia di Piero partendo dalla sua infanzia e dall’amicizia con Nina. Insieme a Luigi sono un trio inseparabile nonostante le differenze sociali e i destini che li aspettano. La copertina, illustrata con tratto deciso e vigoroso da Grazia La Padula, riporta, in una sola immagine, al cuore del romanzo e alla sua origine. Sergio Badino, classe 1979, sceneggiatore e scrittore genovese cresciuto alla luce della poesia di Fabrizio De André, scrive per Topolino, Martin Mystère e Dylan Dog e conosce bene il pubblico giovanile. La sua abilità nella scrittura, fluida e delicata, si esprime nel romanzo come nella vita: nel 2012 fonda “Studio-Storie” una scuola di scrittura che nasce dal desiderio di condividere una passione profonda per le parole. Parole che diventano vita attraverso il racconto.