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Miss Marple e i tredici problemi

Miss Marple e i tredici problemi

In una casa di campagna, nel paesino inglese di St Mary Mead, sei conoscenti si riuniscono ogni martedì sera per dilettarsi con storie delittuose realmente avvenute. Le regole degli incontri sono semplici: ogni partecipante racconta a turno un crimine apparentemente senza soluzione, esponendo i fatti nella loro essenzialità, puri e semplici. Compito degli astanti è quello di unire fra loro le parti del puzzle di ogni storia per arrivare alla soluzione del mistero, di cui solo l’oratore è al corrente. Il gruppo, che battezza subito se stesso Il Club del martedì sera, è composto da uno scrittore di gialli, una pittrice, un avvocato, un dottore, un ex commissario di Scotland Yard e una zitella che sferruzza a maglia. Il primo caso sottoposto all’acume dei presenti è apparentemente semplicissimo: durante una cena, a cui partecipano il signor Jones, la signora Jones e la dama di compagnia, la signorina Clark, vengono serviti dei gamberi in scatola. Durante la notte tutte e tre le persone si sentono male, ma solo la signora Jones muore. Si scopre che la morte è dovuta ad avvelenamento d’arsenico, ma non si comprende quando questo sia stato somministrato. Nel piatto di gamberetti? Impossibile: tutti hanno liberamente attinto dai gamberetti in scatola. Nella tazza di camomilla? Impossibile: non l’ha bevuta la signora Jones, ma la sua dama di compagnia. Nel dolce con i canditi? Impossibile: marito e moglie lo hanno entrambi gustato. Ma allora, come si è verificato il delitto? E chi è stato a commetterlo? Timidamente, fra i sei partecipanti del Club del martedì sera, prende la parola proprio la zitella che sferruzza a maglia: “Che triste caso! Veramente molto triste. Mi ricorda il vecchio signor Hargraves che viveva a Mont”…

Miss Marple e i tredici problemi è una raccolta di brevi e godibilissimi racconti gialli, pubblicati per la prima volta oltremanica nel 1930, dove fa la sua entrata in scena un personaggio creato della scrittrice di romanzi gialli per eccellenza, personaggio molto amato e che dà il titolo al libro: “Miss Marple portava un abito di broccato nero molto attillato in vita [...] Sulle mani aveva mezzi guanti di pizzo nero e una cuffietta, anch’essa di pizzo nero, era posata sulla massa raccolta di capelli candidi come neve. Stava lavorando a maglia...qualcosa di bianco, di soffice e lanuginoso. Gli sbiaditi occhi azzurri, benevoli e gentili, osservavano con sereno compiacimento il nipote e gli ospiti di quest’ultimo”. Miss Marple non è effervescente, né esuberante, non è una ficcanaso e nemmeno pecca di egocentrismo – contrariamente al famoso investigatore belga generato dall’immaginazione di Agatha Christie. È il ritratto della perfetta zitella inglese, la quale conduce un’esistenza semplice e riservata nel paesino di campagna di St Mary Mead. Eppure, Miss Marple, nella sua compostezza e modestia, è dotata di una sagacia fuori dal comune, di una curiosità affascinante ed è un’acuta osservatrice dell’animo umano, qualità che le permettono di venire a capo anche dei più piccoli misteri: “la natura umana è uguale dappertutto e in un villaggio si ha l’occasione di osservarla da vicino”. Il suo è un personaggio caparbio che ha ispirato altre eroine del mistero, fra tutte Jessica Fletcher, protagonista della nota serie televisiva La signora in Giallo.