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Miti e leggende del Giappone - Fiori, giardini e alberi

Miti e leggende del Giappone - Fiori, giardini e alberi

Estetica: una parola chiave, uno stile di vita che in Oriente viene esteso ad ogni aspetto della vita. L’applicazione canonica riservata all’arte rompe i confini e si estende alla cucina, alle cerimonie, all’arredo, fino a guidare persino la composizione armoniosa di un giardino. Emozione, memoria, spiritualità: sono diversi gli aspetti che concorrono a creare questi spazi verdi equilibrati nei colori e nella disposizione degli elementi. Il giardino giapponese è effige di un’antica tradizione, non certo un hobby come è invece spesso percepito nei paesi occidentali. Piante e fiori divengono non solo simboli di emozioni o condizioni umane, ma protagonisti di storie e leggende del folklore popolare. Capitoli brevi e incisivi si susseguono, lo sguardo via via si focalizza, passando dalla visuale inizialmente panoramica alla scoperta del dettaglio: aceri, pini, ciliegi, crisantemi, fiori di loto, peonie. Ognuno di essi porta con sé racconti magici: di tragici amori, di stoici monaci, di guerrieri, di principesse, di yōkai. Si narra che Kikuo, il fedele vassallo di Tsugaru, espresse la sua devozione verso il defunto padrone piantando crisantemi sul luogo della sua sepoltura e che questi gli apparvero come spiriti bambini; pare che la bella Shinge, morsa da un serpente presso il pozzo circondato da viole, venne salvata dalle arti mediche di Yoshisawa ma il loro amore non ebbe mai modo di sbocciare. Questi e molti altri brevi racconti rivelano come concetti quali devozione, rispetto, caducità, siano ben radicati nella sensibilità giapponese e di come vengano strettamente integrati nel loro rapporto con la natura...

A un giornalista e storico di fine Ottocento come il britannico Frederick Hadland Davis non è sfuggita l’importanza della natura nella cultura nipponica. In questo breve estratto del più ampio Myths and Legends of Japan (1912), Lindau ci propone i capitoli dedicati ai miti e alle leggende nati intorno a fiori, ad alberi e splendidi giardini. Il piccolo compendio, arricchito da illustrazioni realizzate dall’abile mano di Hokusai, non vuole assumere i toni di un saggio o di un testo prettamente divulgativo. La struttura essenziale e concisa ricorda la brevità e l’incisività degli haiku, i celebri componimenti poetici in tre versi. Ne ricalca quindi l’idea di riflessione e di spiritualità, ma nel suo tocco fugace forse si può individuare la piccola pecca di questo libricino. Si resta vogliosi di sapere di più, di poter approfondire quanto osservato da Hadland Davis più di cento anni fa. Come allora, il Giappone è tornato ad esercitare il suo fascino sull’Occidente e ad ammaliare con la sua cultura. La valorizzazione di autori che più di un secolo fa si sono impegnati nella divulgazione di questa conoscenza si concretizza grazie a case editrici specializzate come Lindau che con la loro selezione ci offrono un ritratto a tutto tondo di paesi lontani.