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Modigliani

Modigliani

Livorno, 1930. La piccola Jeanne Modigliani chiede un giorno alla nonna Eugénie che tipo fosse suo padre. Risponde la nonna, senza esitazione: “Tuo padre era una bellissima anima, una persona speciale con un’infanzia felice”. E racconta che Amedeo, avendo dovuto abbandonare la scuola a causa della tubercolosi, trascorreva le sue giornate in casa, a disegnare i ritratti di tutti i parenti. Per questo motivo, ricorda la nonna, lei e suo marito gli fecero prendere lezioni di disegno da Micheli, un bravo allievo di Giovanni Fattori. In seguito il ragazzino ebbe l’occasione di conoscere anche il Fattori e ne fu felice e fiero. A parte la malattia, tutto sembrava andare per il meglio, ma poi Amedeo “crescendo cominciò a frequentare quella banda di buoni a nulla. Si facevano chiamare macchiaioli. Perdigiorno che puzzavano di stalla e passavano il tempo a oziare, bere e dipingere. Brutta gente, brutta arte”, ricorda la donna. Proprio per allontanarlo da loro, aggiunge, gli consigliai di andare a studiare a una scuola d’arte. E Amedeo partì, prima per Firenze, poi per Venezia e, infine, per Parigi, la città che sperava fosse il posto giusto per lui, dove sarebbe stato compreso e sarebbe diventato ricco e famoso, perché Parigi “è la capitale del mondo”. La piccola Jeanne parte allora per Parigi, di nascosto dalla nonna. Vuole conoscere la storia dei suoi genitori e qualcuno che può aiutarla c’è: è Maurice Utrillo, ricoverato al manicomio della Pitié-Salpêtrière, in precarie condizioni. Ma, nonostante questo, Utrillo di Amedeo e Jeanne ricorda tutto...

Dopo le biografie di Raffaello e di Van Gogh, Anderle prosegue i suoi incontri con i grandi pittori con quest’opera dedicata a Modigliani. Apre il Graphic Novel un suo breve scritto introduttivo intitolato Lo spazio intimo di Modigliani nel quale, tra l’altro, scrive: “Non esiste un quadro di Modigliani in cui compaia più di un soggetto. Per lui il ritratto era un mezzo per conoscere se stesso attraverso gli altri, entrare in contatto diretto con la persona ritratta, specchiarsi in essa, guardarla negli occhi, conoscerla nel profondo”. E, coerentemente con questo, in tutti i personaggi della biografia narrata nel libro emergono il carattere introspettivo, la profondità degli sguardi, il malcelato tormento, elementi capaci di metterne a nudo gli animi. Attorno a loro, vive, attraente e variegata, affascinante e pericolosa, geniale e poverissima l’atmosfera della Parigi bohémienne, patria e sogno della comunità degli artisti. Ampio spazio è dedicato all’amore tra Amedeo e Jeanne, profondo e forte, ineluttabile come il destino e totale come il respiro. Non manca nel libro la narrazione delle ascese e delle delusioni professionali, la solidarietà, ma anche i contrasti e le incomprensioni tra gli artisti. In particolare emergono i battibecchi tra Modigliani e un mefistofelico Picasso, fortunato e universalmente applaudito mentre Amedeo fatica ancora a far riconoscere la sua arte. La voce narrante del libro è quella di Utrillo, profondamente amico di Amedeo e Jeanne, che commenta con pietà e delicatezza la loro tragica fine: i due, grazie al loro amore assoluto e totale, “erano diventati una cosa sola. E morto lui... era come fosse morta anche lei”.