Sono le sei di mattina. La piccola Molly Gibson è ancora stesa sul suo lettino, pronta a balzare in piedi al primo rintocco delle campane della chiesa. Questo non è un giorno come gli altri per la piccola di casa. Nei suoi dodici anni di vita, infatti, non ha ancora avuto modo di partecipare a uno degli eventi più in voga nella piccola cittadina di Hollingford. Ogni anno Lady Cumnor – anche chiamata, molto semplicemente, la Contessa – torna a fare visita alle Cumnor Towers, dove insieme alle sue figlie ha allestito una scuola alla vecchia maniera. Alle Torri, infatti, le giovinette imparano a diventare delle brave signore di casa: cucire, cucinare e rassettare, il tutto indossando una perfetta uniforme che prevede cuffietta e stola bianca, grembiule a scacchi e vestitino blu. Oltre a una buona dose di riverenze perfettamente coordinate. Il programma della giornata è estremamente emozionante per tutti gli abitanti della cittadina: Lady Cumnor e le figlie ricevono le visitatrici della scuola nel loro parco, donne del paesino agghindate a festa e accompagnate per l’occasione nientepopodimeno che da una delle carrozze della stessa Contessa. Per Molly questa è la prima volta in cui ha l’occasione di partecipare a un evento così mondano. Il clima della giornata è perfetto, così come il suo cappellino di paglia, con nastro bianco e plissettatura, pronto per essere indossato. L’invito di Molly a questo evento è giunto in modo alquanto bizzarro: il Conte, infatti, l’ha incontrata qualche giorno prima in groppa al suo pony, mentre era in compagnia di suo padre, Mr Gibson, il medico di zona. Il vecchio nobile le ha rivolto la parola senza lasciarle, in effetti, il tempo di rispondere ad alcuna delle domande che le stava ponendo, per invitarla, infine, all’adunata scolastica del giovedì. Molly si è subito mostrata entusiasta di partecipare, e a suo padre non è rimasto altro da fare se non darle il suo consenso…

Una delle maggiori esponenti della letteratura vittoriana, nonché autrice di romanzi e racconti che spaziano dal gotico, all’amore, fino ad arrivare alle saghe familiari, Elizabeth Gaskell è anche spesso associata alla sua biografia su Charlotte Brontë o all’amicizia intrecciata con Charles Dickens, William Makepeace Thackeray e George Eliot. Il suo ultimo romanzo Mogli e figlie esce postumo e incompleto: sarà il suo editore, infatti, a portare a termine l’ultimo capitolo dell’opera, inserendo l’unico finale che riteneva possibile. Ma non può non restare un alone di mistero su quello che, effettivamente, avrebbe potuto essere il reale epilogo se la morte non avesse colto improvvisamente l’autrice a soli cinquantacinque anni. Ed è proprio questo masterpiece della letteratura inglese uno dei quattro titoli (oltre a Le confessioni del Signor Harrison, Mary Barton e Lizzie Leigh) che la casa editrice Elliot ha da poco aggiunto alla collana appositamente dedicata all’autrice, la Gaskell Collection. Una serie di libri presentati con copertine accattivanti, eleganti, dai toni neutri e dagli intrecci floreali, che molto ricordano le antiche e raffinate rilegature delle opere ottocentesche. Il romanzo, il cui sottotitolo è Una storia di tutti i giorni, viene – a ragione – universalmente considerato il capolavoro della letteratura gaskelliana: ambientato nella cittadina di Hollingford, che ricorda molto da vicino i luoghi dell’infanzia dell’autrice, tra cui l’amata Knutsford, narra la storia della giovane Molly Gibson, orfana di madre e figlia del medico del villaggio. Lo stile fresco e ironico con cui vengono rappresentati la vita cittadina, i pettegolezzi quotidiani, il rapporto tra genitori e figli, e l’inevitabile progresso della società vittoriana appare incredibilmente moderno, e ben si sposa con quello che, a tutti gli effetti, è l’opera più matura dell’autrice. Una curiosità: sono presenti due adattamenti televisivi di questa opera, il primo del 1971 e il secondo del 1999, vincitore di ben quattro BAFTA Awards, gli equivalenti britannici dei Premi Oscar.