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Momenti di trascurabile infelicità

Momenti di trascurabile infelicità

Un luogo comunemente capace di far compiere una rotazione emotiva completa all’animo di Francesco è senz’altro la famiglia: una moglie che fa regali astrusi sperando che il suo amato ne conosca l’utilizzo; un immenso amore per due figli totalmente diversi, una morbida, femminile, riflessiva preda di incontenibili entusiasmi anche per ciò che causa più che una punta di infelicità a suo padre e poi un alieno, il “giapponese” che si ritrovano in casa senza averlo invitato, dotato di una fisicità sopraffacente, poco incline al dialogo, idrorepellente e urlante ma capace di suscitare oltre che infelicità veri e propri moti di amore incondizionato. I luoghi comuni sembrano essere le alcove predilette in cui nidificano e si accoppiano i neuroni dell’infelicità, e a saper guardare sono fastidiosamente prolifici: generano infelicità berciando urticanti sciocchezze la cui gamma va dagli spaghetti al pomodoro, alle candeline di compleanno, all’eco consapevolezza dei servizi di lavanderia degli hotel. Altri amplificatori di infelicità sono raggruppabili sotto la voce stupidità diffusa e vanno dall’insensibilità alla mera inconsapevolezza passando per l’ipocrisia: i complimenti ambigui sull’ultimo libro; aspettare la torta ad un’interminabile festa di bambini, alzarsi dal computer (a malincuore) quando te lo chiede un figlio; accettare articoli su commissione solo perché si è stanchi di continuare a dire che non si capisce cosa vogliano trovarci dentro; prestarsi a un’oltremodo scenica visita per le emorroidi a favore di un tirocinante…

Una leggera, divertente e divertita raccolta di idiosincrasie  che se non sono suscettibili di generare stati di permanente, inconsolabile infelicità, coprono la quasi totalità della scala cromatica di grigi che colora  la tristezza, hanno il potere di infastidire, tediare, esasperare. La somma di ciò che rende infelice Francesco Piccolo non diversamente da ciò che lo rendeva “felice” è fatta di piccoli e grandi episodi, frasi fulminanti di amiche belle ma non attratte da lui, sguardi, cenni frettolosi nel mezzo di una telefonata, un aspirapolvere inesorabilmente vicino. Per non causare ulteriore infelicità nel suo autore, si può dire tranquillamente che questo libro NON è migliore del precedente.