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Monito ai curiosi - Storie di fantasmi

Monito ai curiosi - Storie di fantasmi

Sono le tre del pomeriggio di un giorno di dicembre del 1730. Thomas Ashton, dottore in Teologia, titolare della prebenda della ricca chiesa di Whitminster, siede nel suo studio dalle pareti ricoperte di librerie. Sua moglie gli ha appena riferito che il ragazzo sta peggiorando: Frank Sydall, undici anni, il figlio orfano della sorella della sua consorte, uno dei due minori arrivati da qualche mese nella dimora, ha la febbre alta e le allucinazioni, e rischia di averne per poco. L’altro ragazzo, Saul, l’erede del conte di Kildonan, pari irlandese, sedici anni, compagno di giochi di Frank, sembra non essere del tutto estraneo alla brutta faccenda... James Denton ha fatto appena in tempo a scorgere nel catalogo di Robin’s, la casa d’aste londinese, i quattro volumi del diario di William Poynter, signore di Acrington: un manoscritto in cui spera di trovare notizie relative alla storia del Warwickshire, la contea ove abita. Ha lasciato il compito di provare ad accaparrarseli al suo agente... Nessuno ha idea di dove possa essere finito Henry: quel venerdì è andato in chiesa a celebrare le funzioni serali, terminate le quali si è recato a far visita a un ammalato; lo hanno visto prendere la strada del ritorno, ma da quel momento si sono perdute le sue tracce... Il carteggio è emerso da un vecchio registro: un vecchio fascicolo risalente a quasi duecento anni prima, datato 1718, molto probabilmente redatto da un avvocato, recante una curiosa intestazione: “Il caso più strano che mi sia mai capitato”... La tomba ad altare nella vecchia cattedrale di Southminster non sembra avere nessun particolare degno di nota. Eppure è oggetto di una curiosa storia: pare che durante i lavori di ristrutturazione della chiesa sia accaduto qualcosa di inquietante... L’affare è stato concluso per circa sessanta ghinee. Il signor Dillet ha caricato il voluminoso pacco nella carrozza e lo ha portato a casa. Peccato si sia perso così l’interessante dialogo tra il venditore, il signor Chittinden, e sua moglie, che davanti a un buon tè hanno espresso la loro gratitudine per essersi liberati dell’ingombrante oggetto. Per un’ora o due il signor Dillet ha accuratamente rimosso l’imbottitura in ovatta e rimesso a posto il contenuto di ogni stanza. Poi ha lanciato una adorante occhiata al suo nuovo acquisto: “un esemplare perfetto di casa delle bambole in stile gotico Strawberry Hill”, lunga sei piedi e dotata di cappella e scuderia... Seaburgh è una piccola località sulla costa orientale. Una antica leggenda vuole che nei dintorni giaccia sepolta una delle tre corone destinate a proteggere il regno dell’Anglia orientale dalle invasioni via mare delle popolazioni germaniche...

“Il corpo principale della casa era [...]in stile gotico: le finestre erano a sesto acuto e sormontate dalle cosiddette nervature ogivali, con foglie rampanti e altri elementi decorativi, come quelli che adorano i baldacchini delle tombe ricavate all’interno delle chiese. Agli angoli c’erano bizzarre torrette coronate da pannelli ad arco. La cappella aveva pinnacoli e contrafforti, una campana nella torre e vetri colorati alle finestre...”. Gli elementi comuni nelle narrazioni di Montague Rhodes James - scrittore, storico del medioevo, archeologo amatoriale, traduttore (curò la versione inglese di una raccolta di quarantadue storie di Hans Christian Andersen, e ne scrisse l’introduzione), rettore del King’s College di Cambridge, nativo di Goodnestone, in Inghilterra, nel 1862 e deceduto a 74 anni, nel 1936 - sono tanto caratteristici da avergli guadagnato, per lo meno nei saggi sulla letteratura di genere di matrice anglosassone, l’utilizzo del nome in funzione di aggettivo. Viene definito “Jamesian”, jamesoniano - si direbbe in una brutta forma italianizzata -, il tipico racconto del soprannaturale ambientato in vecchie dimore in campagna, o piccoli villaggi in riva al mare, in università o abbazie, con un gentiluomo riservato e decoroso come protagonista, spesso alle prese con antichi manoscritti o altri manufatti in grado di richiamare le attenzioni non gradite di entità solitamente provenienti dall’oltretomba. Storie con un inconfondibile sapore da vecchia Inghilterra, si direbbe: del resto, “c’è qualcosa di specificatamente britannico nei racconti dell’orrore (forse soprattutto in quelli che parlano dell’archetipo del Fantasma) [...] di M. R. James” (che) “sembrano davvero riassumere ciò che c’è di meglio nella storia classica britannica dell’orrore...”, scrive Stephen King nel suo Danse macabre, il suo celebre saggio. Apprezzato anche da Lovecraft - che lo cita tra i principali autori di storie di fantasmi nel suo L’orrore soprannaturale nella letteratura (SugarCo Edizioni, 1994) e da Clark Ashton Smith, M. R. James, ancora poco conosciuto in Italia, è da annoverare tra i padri nobili della letteratura gotica. Rispetto all’originale A Warning to the Curious and Other Ghost Stories, pubblicato per la prima volta nel 1925, la raccolta contiene ulteriori dieci trame in cui lo stile dell’autore - ricercato, senza mai trascendere nel pomposo, con qualche concessione ad un umorismo che ricorda quello di Mark Twain, piuttosto che quello di Oscar Wilde, come in Dopo il tramonto nei campi da gioco e nelle pagine iniziali de Il pozzo del pianto - è reso in modo egregio dalla traduzione di Sara Bua e Matilde Piccinini. Storie di innegabile interesse storico/letterario, ove il fulcro narrativo è l’elemento perturbante che irrompe a sconvolgere la quotidianità. Trame costruite per sottrazione, si direbbe - spesso eccessiva - dell’elemento caratterizzante, speso intuito, descritto a partire da lettere, diari, testimonianze riferite, e con una assenza di assoluto rilievo: una qualsivoglia ricerca della suspense. Lo scrittore sembra voler evitare di valicare la soglia dell’horror, anche quando questa risulti decisamente spalancata (emblematici, da questo punto di vista, sono Un episodio storico di una cattedrale e La residenza di Whitminster). L’esistenza di un mondo “altro” è intuibile, deve essere nota e temuta: guai a permettere al sovrannaturale - o all’inconscio (come accade ne La malvagità degli oggetti inanimati), secondo una visione più psicologica che permeerà la produzione di genere successiva; non a caso di “spettri freudiani” scrive Stephen King, a proposito delle evocazioni cartacee di MR James -, di entrare in contatto con il piano di realtà. Temi che forniranno materiale (pensiamo al topos della casa infestata, riportato ne Il diario del signor Poynter e, in modo originalissimo ne La casa stregata delle bambole) a chi saprà, con consapevolezza o meno, cogliere le intuizioni di James, e farne letteratura: un esempio? Shirley Jackson, che non a caso gli renderà omaggio chiamando Montague uno dei protagonisti de L’incubo di Hill House...