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Montessori prima di Montessori

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Maria Montessori si laurea in medicina il 19 luglio 1896 con una tesi in clinica psichiatrica, il cui titolo è “Contributo clinico allo studio delle allucinazioni a contenuto antagonistico”. Appena conseguita la laurea, Maria scrive all’amica Clara, di cui poco o nulla conosciamo, una lunga lettera nella quale racconta quale e quanta energia e determinazione dovette trovare e coltivare in se stessa per realizzare il sogno, inedito e difficile per una donna, di diventare “medichessa”. Sono, quelli, gli anni del positivismo, in cui la scienza medica raffigura la donna “come coacervo di caratteristiche difformi e contraddittorie, luogo dell’irrazionalità e del mistero”, ricorda Babini. Infatti, quando Maria, nel 1890, si iscrive all’università, è proprio la medicina, che lei desidera apprendere ed esercitare, a decretare l’inferiorità delle donne, a causa della loro emotività. Un’idea che Montessori confuterà decisamente poco più di un decennio dopo, nel 1904, quando, dopo avere conseguito la libera docenza in antropologia, la sua collocazione e il suo prestigio nel mondo scientifico le permetteranno di far valere il suo pensiero anche in ambito accademico. Il contesto culturale romano era molto vivace in quei primi anni dopo l’Unità. Maria partecipò attivamente all’Associazione romana per la donna, che si proponeva di valorizzare le donne, il loro potenziale intellettuale e di renderle protagoniste della vita sociale. L’originalità del pensiero montessoriano trasse sicuramente da questa esperienza linfa e materia di riflessione…

Questo saggio offre ai lettori la prima pubblicazione in assoluto della tesi di laurea in medicina di Maria Montessori, integralmente trascritta dal manoscritto originale. Si tratta di un documento la cui lettura permette di entrare nel vivo della sua formazione scientifica, avvenuta grazie alla guida di Sante De Sanctis, suo professore e padre della nascente neuropsichiatria infantile. L’ampio saggio introduttivo di Valeria P. Babini introduce efficacemente il lettore alla conoscenza della formazione intellettuale e politica di Maria, dando ampio spazio agli anni giovanili e di formazione, quelli, in cui, recita efficacemente il titolo, si definisce la personalità di Montessori prima di Montessori. L’autrice pone decisamente l’accento anche sulla ricerca della “donna nuova” che animava pensiero ed azione della neo dottoressa, fermamente convinta del ruolo progressivo della scienza in ogni ambito e pioniera dell’emancipazione femminile. Ricorda, a questo proposito, l’intervento che la giovanissima Montessori tenne, a nome dell’associazione femminile romana, al Congresso di Berlino, sempre in quel fausto 1896, e ne trascrive un passo importante: “... la salute dell’umanità potrà compiersi solo dagli uomini e dalle donne con le mani insieme congiunte e facenti causa comune nella lotta per la vita”. Questo avrebbe condotto, Maria ne è convinta, al benessere e alla pace universale.