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Morire ti fa bella

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10 giugno 2018. Dante Braghin, colonnello della finanza, grande amico di M e padrino di Fortunata, la sorprende mentre è occupata ad asciugare le tazzine. I clienti della bettola presso cui è impiegata come tuttofare da un mese, restano impietriti nel sentire l’uomo domandarle se il locale sia in regola. Nonostante abbia fatto di tutto per sparire lui l’ha trovata e ora desidera parlarle, appena arriva Lucia, la ragazza del turno serale, è pronta a seguirlo. Suo padre e sua nonna sono preoccupati e hanno chiesto al colonnello di rintracciarla e riportarla a casa. Fortunata ha scelto l’esilio in un posto in cui nessuno la conosce e non vuole lasciare il suo rifugio, ma l’uomo sa bene come attirarla e le propone di aiutarlo in un caso: un ragazzo della sua età è morto, membro di una facoltosa famiglia, apparentemente si tratta di suicidio, ma qualcosa non quadra. Fortunata è l’unica di cui si fida per dare un’occhiata al corpo del ragazzo, prima del 18 giugno, quando la salma verrà restituita alla famiglia. Anche se gli eventi che l’hanno coinvolta nel precedente caso l’hanno turbata, accetta la proposta e promette di tornare a casa nel giro di un paio di giorni, così da aiutare il padre all’agenzia funebre e controllare il corpo del giovane presunto suicida. Tornare a Chioggia la sconvolge, si ferma davanti alla nuova vetrina dove campeggia l’enorme insegna “Onoranze funebri Tiozzo Pizzegamorti E&F”, osserva suo padre mentre parla con una coppia affranta dal dolore, indossa uno dei suoi migliori completi Hugo Boss, “sembra il presentatore di una tv locale che illustra agli spettatori i suoi strabilianti prodotti”, ormai marketing e fama sono la sua ossessione. Facendosi coraggio Fortunata entra nel negozio, pronta a mettere a disposizione dei clienti la sua professionalità e sensibilità, pur sentendosi sopraffatta da una sensazione di fallimento e dalla consapevolezza di essere tornata al punto di partenza…

“Non sarò la figlia di Santa Elisa, la degna erede dell’impero di pompe funebri ormai alla settima generazione, e mi prenderò la responsabilità di porre fine a tutto questo. Sono pronta: il cambiamento richiede sacrifici.” Fortunata, la giovane e talentuosa tanatoesteta che i lettori hanno conosciuto grazie al romanzo d’esordio di Stefania Crepaldi Di morte e d’amore, è costretta a tornare in quella che considera una gabbia, l’agenzia funebre del padre, per collaborare alla risoluzione di un nuovo caso, su richiesta di Dante Braghin, il suo padrino, un uomo a cui è molto legata e a cui non riesce a dire di no (e questa è proprio una sua caratteristica, pur di non ferire chi ama, esita a imporsi). Afflitta per come sono andate le cose con Vito, l’agente sotto copertura per cui palpita il suo cuore e insoddisfatta per come sono andati i suoi progetti nel settore della pasticceria, la sua reale ambizione lavorativa, eccola pronta a rischiare di nuovo la vita. Gli eventi di questa indagine si svolgono durante il periodo del Palio della Marciliana, una rievocazione medievale molto sentita a Chioggia (il periodo storico di riferimento va dal 1371 al 1381, quando la Repubblica di Venezia ebbe la meglio sulla Repubblica di Genova nella conquista dell’egemonia negli scali commerciali d’Oriente). La narrazione segue il punto di vista in prima persona di Fortunata e trasmette ai lettori i suoi dubbi e le sue emozioni. Editor di romanzi da oltre dieci anni, la Crepaldi ha dato vita al personaggio di Fortunata nel 2018 quando, come lei stessa afferma, ha iniziato a farsi strada nel suo cuore. La giovane detective improvvisata utilizza il suo spirito d’osservazione e la sua particolare sensibilità per sciogliere i dubbi relativi a una morte sospetta e da come si sviluppa la storia è evidente che questo non sarà l’ultimo caso che la vedrà in azione. I lettori devono solo aspettare per scoprire quali prove dovrà ancora affrontare la bionda eroina di quella che ha tutta l’aria di essere una fortunata (eh già) saga investigativa.