Ewan non vede l’ora di tornare a casa. La stanchezza di tutta la giornata è accumulata nelle ossa, che sente quasi scricchiolare a ogni movimento. Pensa solo alla cena, e poi al letto, e poi spera di non pensare più niente. La strada è lunga e monotona, quasi deserta, non addormentarsi è un miracolo. Ma è facile che la mente inizi a vagare per sentieri tutti suoi, così l’attenzione cala e solo all’ultimo vede quell’ostacolo sulla carreggiata. Sterza, frena, controsterza. Alla fine di una piroetta la macchina è finalmente immobile, e il cuore sembra che gli voglia uscire dalla gola. Un animale pensa in automatico. Perché la sua mente ha registrato frammenti di immagini prima di lasciar fare ai riflessi. Delle corna, forse un cervo. Recupera compostezza, scende dall’auto nella speranza di non aver fatto danno. Ma quello che vede ha dell'inimmaginabile. Non un animale: un uomo. Legato a una sedia, con delle corna di cervo conficcate in testa. Quando lo raccontano alla detective Nicole Bridge si rende necessario ripeterlo due volte. Si, delle corna di un cervo. Si, sopra la testa di un uomo. Sono le tre del mattino, ma Nicole è ancora sveglia e di cattivo umore. La notizia non può che peggiorare la situazione. In poco tempo è sulla scena del crimine, insieme al poco sopportabile collega Harry Ward. Harry è un bravo ragazzo, ma parla troppo. Pensa troppo poco, fa troppi voli pindarici. L’approccio al delitto è subito agli antipodi. Nicole vede il risultato di un sadico. Harry ritiene che quelle corna siano un simbolo, nonché la chiave di tutto. In ogni caso l’indagine promette subito di essere parecchio complicata...

Morte al White Hart è il primo romanzo del pluripremiato sceneggiatore britannico Chris Chibnall, autore tra le altre cose della serie poliziesca Broadchurch e della moderna versione di Doctor Who. Un romanzo strutturato come un thriller ma con le tecniche e le atmosfere del poliziesco, incentrato attorno alla coppia di detective Nicole Bridge e Harry Ward, due personaggi opposti e (ovviamente) complementari. Silenziosa e riflessiva la prima, querulo e impulsivo il secondo. I due si sopportano, a volte si intralciano, finiscono tuttavia per avere stima dell’altro. Il sale della storia è il mistero legato alle corna di cervo impiantate sul cadavere del povero Jim Tiernan, proprietario (guarda caso) del White Hart (“Cervo bianco”), piccolo e frequentatissimo pub locale. L’indagine si incentra subito sulla situazione economica del pub, ma ben presto emerge un’inquietante analogia con alcuni delitti commessi in passato e inscenati allo stesso modo. Chibnall è abile nella costruzione delle atmosfere, prima tra tutte quella del piccolo paesino very british dove tutti si conoscono ma sotto la cui superficie si nascondono rancori e nodi mai sciolti; meno riuscito il background dei personaggi, che ancorché non si annientino del tutto nella bidimensionalità casa/lavoro non riescono tuttavia a compiere quel salto di qualità capaci di renderli veramente carnali. La storia è comunque godibile, il marchio di sceneggiatore professionista è senz’altro visibile.