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In morte e in vita

In morte e in vita

Morta. Ecco come si sente Maria quando rientrando a casa da Lui, l’uomo per il quale si è annullata, lo trova amabilmente impegnato in un incontro ravvicinato con una donna dai lunghi capelli. Maria muore definitivamente quando si accorge che quella donna la conosce. Riconoscerebbe i suoi gesti tra mille. Gloria. La sua migliore amica, l’unica donna di cui credeva di potersi fidare. L’unica donna per Maria. Il momento esatto della sua morte è lì, nell’immagine di due amanti che si stringono nel puro godimento del momento. La fine e il buio totale. Di Amedeo si sa molto, ma solo grazie ai ricordi delle persone che stanno partecipando al suo funerale. Don Claudio è uno dei suoi migliori amici, sin dai tempi delle medie. Il caso, o il destino, ha voluto che sia proprio lui a celebrarne il funerale. È stato lo stesso Amedeo a organizzarlo nei minimi dettagli, corteo incluso. Tipico di Amedeo, o comunque dell’Amedeo della seconda parte della sua vita. Giulia, sua figlia, lo sa bene, incaricata di portare a termine tutto ciò che suo padre non ha mai avuto il coraggio di portare a termine. Adesso, da morto, era pronto per farlo. Ecco perché, per esempio, l’ha incaricata di inviare i plichi dei testi e dei racconti scritti in vita per i suoi amici, proprio a loro. Nel teatro che ha tanto amato finalmente è riuscito a riunirli tutti, per un’occasione speciale: la celebrazione della sua morte...

Vita e morte. L’una non esisterebbe senza l’altra. E viceversa. In morte e in vita di Ivan Mattei lo dimostra attraverso due racconti lunghi, in cui il tema della morte, della vita e della rinascita vengono affrontati da due punti di vista diversi. Nel primo racconto la morte è raffigurata, metaforica, scandita da capitoli intitolati con i dieci comandamenti e i vizi capitali. È la morte di una donna, Maria, ma è anche la morte dell’amica Gloria. Una morte che in entrambi i casi si rivela necessaria per rinascere, per risorgere dalle proprie ceneri. Senza la morte, non ci sarebbe la vita. Il secondo racconto invece affronta la morte in modo più tradizionale (o quasi). La morte è presente come condizione fisica dell’essere umano, ma è già passata. Amedeo, il morto, è già andato, e ci ritroviamo direttamente al suo corteo funebre, risparmiandoci il momento del passaggio da vivo a morto. Il corteo raccoglie numerosi partecipanti, ciascuno legato ad Amedeo per motivi diversi. Ciascuno dei partecipanti conosce una sua versione di Amedeo. Nella frammentarietà dei ricordi di vari personaggi, ricordi spesso discordanti o parziali, ricostruiamo il personaggio, il vero protagonista: Amedeo. Amedeo dunque non è effettivamente morto, lo è solo nel corpo. Nei ricordi dei suoi amici è più che vivo, a volte anche troppo.