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Mussolini ha fatto anche cose buone

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Nel 2010, a quasi settant’anni dalla rovinosa caduta del nazismo, il Museo di Storia tedesca di Berlino inaugurava una mostra dal titolo “Hitler e i tedeschi. Collettività nazionale e crimine”, un’esposizione stupefacente che illustrava la capacità seduttiva del Führer sulla società tedesca di quegli anni, compresa l’enorme diffusione del Mein Kampf, l’opera che tentava di imporre la visione del mondo del suo autore. Nell’immediato dopoguerra e nei decenni successivi queste teorie non solo persero di forza ma vennero annientate dallo sforzo di mostrare i fatti e la verità sul nazismo e, ovviamente, sul fascismo e sul “Lui” nostrano: Benito Mussolini. E se da un lato la “retorica gridata, furibonda e pervasiva” comune a entrambi i dittatori ha un effetto alienante ai giorni nostri, dall’altro trova terreno fertile che la rende pericolosa e attuale, e lo dimostrano il successo delle numerose opere sul tema – stampate e cinematografiche – più o meno satiriche uscite in questi ultimi anni e le battaglie tra neofascisti del terzo millennio e oppositori a suoni di dispetti e commenti in salsa social. Queste pagine sono dunque uno strumento informativo che analizza, scava e svela le più comuni “bufale” di una delle epoche più buie della storia contemporanea…

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte, e diventerà una verità” sembra abbia detto Joseph Goebbels, ministro della Propaganda del Terzo Reich. Un metodo che sembra funzionare anche oggi secondo Francesco Filippi, storico della mentalità ed esperto di storia della civiltà europea. Filippi parte da credenze popolari sul regime, tramandate e ormai consolidate nell’immaginario collettivo – come se la gente pur consapevole delle brutalità fasciste, dovesse comunque trovare una giustificazione tipo “sì, però…” – per demolirle e rivelare la verità tramite riferimenti storici e bibliografici ben documentati. Per dirla in versione moderna, combatte le “fake news”, di cui siamo invasi in ogni ambito senza avere sempre gli strumenti per smascherarle. Ogni capitolo un diverso argomento viene sviscerato: la riforma pensionistica, la bonifica delle paludi, case e infrastrutture, legalità e giustizia, la progressione dell’economia, il ruolo della donna, il duce condottiero e statista e dittatore buono e infine una miscellanea di tante affermazioni lampo confutate in poche righe. L’opera è inoltre disseminata di “fumetti” contenenti quelle che potrebbero essere esclamazioni che Filippi è pronto a smentire: “Però Mussolini fu il politico che amò di più gli italiani!”. Carlo Greppi, storico e scrittore, si è occupato della prefazione introducendo l’argomento con grande rigore e una nutrita bibliografia. Non è facile per tutti accettare tale opera all’unanimità, e i lettori si dividono in due grandi fazioni contrapposte, per credo politico e per mentalità, ignoranza, malafede e nostalgia. Ma come sempre, invece di discutere, l’opzione migliore sarebbe quella di studiare.