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Natura instabile

Natura instabile

L’instabilità non è soltanto la sua definizione: “l’allontanamento dall’equilibrio”. È un concetto in evoluzione, per la scienza, ed è la chiave di lettura per interpretare numerosi fenomeni naturali. Le onde dell’acqua, i flussi di energia, il movimento di alcune particelle subatomiche e quello dei pianeti, il lavorìo del cervello: tutto è in movimento, in un agire spesso caotico, complicato, ma non impossibile da teorizzare o da racchiudere in una formula matematica. Fisica, biologia, neuroscienze, economia, chimica: la realtà è fatta anche (soprattutto?) di caos. Non sempre si è guardato il mondo in questo modo. Nell’epoca di Aristotele e dei filosofi che tentavano di fare scienza, i cieli erano immutabili, incorruttibili e perfetti. Dopo i dubbi sollevati da Copernico, Galileo e Keplero e poi Maxwell, in una gran corsa verso la verità scientifica, oggi esistono computer capaci di calcolare e mostrare l’instabilità del cosmo. Che è fatta di cambiamenti, persino di catastrofi. E paradossalmente si comprende pensando al funzionamento dei termosifoni o alle vibrazioni della musica, ai cicloni, alle forme variegate delle specie floreali. La Natura non è mai noiosa: ci sfida con perturbazioni, biforcazioni, evoluzioni. Comprendere le sue leggi permette di viaggiare “lungo una traiettoria che ci ha portato dai fenomeni planetari fino alla più intima struttura atomica del cosmo guidati dalla stella polare dell’instabilità”. Un percorso pericoloso - e perciò affascinante - dove il pensiero si trova ad affrontare gas quantistici e arabeschi, laser e orbite planetarie, così come gli eroi della mitologia si gettavano contro i mostri come l’idra, dalle molteplici e mobili teste…

Non è un libro semplice, ma il coraggioso Auro Michele Perego che ha scelto di affrontare un tema così instabile ha pensato a ogni tipologia di lettore. Con due trucchi ingegnosi: capitoli brevi, che non danno il tempo di “arrendersi”, e una chiarezza esemplare nel raccontare un’avventura scientifica con esempi intriganti. E, talvolta, con la storia e soprattutto la filosofia, da Eraclito a Zygmunt Bauman, passando per Nietzsche e Wittgenstein. Proprio quest’ultimo, con una frase in esergo, incoraggia così chi si appresa a leggere questo saggio: “I libri scientifici popolari dei nostri scienziati non sono il risultato di duro lavoro, ma sono scritti quando questi si riposano sugli allori”. Sembra difficile immaginare Perego a riposo: fisico, con un dottorato in Electrical Engineering, oggi è ricercatore della Royal Academy of Engineering a Birmingham, nel Regno Unito; studia laser, fibre ottiche, tecnologie fotoniche e come l’instabilità si applica negli strumenti del quotidiano, dalle telecomunicazioni alla sensoristica. Questa sua prima opera divulgativa è stata pubblicata dal brand editoriale perugino Aguaplano, nato con lo sguardo aperto alla contaminazione e alla fluidità che sta segnando l’epoca attuale. Per un libro che ha come sottotitolo “ordine, entropia, divenire”, la collocazione è molto giusta.