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Nel cimitero

Nel cimitero
È quasi sera? Oppure è appena mattina? Di certo è quel tempo in cui il cielo incomincia a cambiare stato per sciogliersi nel/dal buio. Nel cimitero le ombre si destano e stiracchiandosi incominciano a prendere vita. Un brulichio si fa segno di questo intenso risveglio: le ombre dei cipressi - ma anche quelle di storie che sono state un tempo e che sono ora testimoniate dalle tombe - si allungano per fondersi anche esse in quel nero, protettivo. Si allungano per incontrarsi. Si muovono per incontrarti, per sradicarti da confortevoli piani di appoggio a guardare, dalla giusta prospettiva, l'illusione consolatoria dei confini...
Nel cimitero è una poesia viscerale che affaccia su una dimensione tanto privata quanto universale. Ritroviamo (o forse conosciamo per la prima volta davvero?) Matteo Gubellini quasi a volerci partecipi di una sua dimensione intima, ma per raccontarci una storia delle sue: universale. E, come scriveva Calvino nelle sue Lezioni americane: “la leggerezza è qualcosa che si crea nella scrittura, con i mezzi linguistici che sono quelli del poeta”. L'autore sceglie un linguaggio poetico per parlarci di un mondo in cui profondità (delle sepolture) e leggerezza (del volo) si fondono all'unisono. E come per incanto inconscio, verità, vita, morte - tutti temi con un loro peso specifico  - sono rappresentati con il tocco magico della leggerezza. Un'abilità da pochi. Ma veniamo alla bacchetta magica: lo strumento sono le tavole dense e curate che fanno da piano d'appoggio per un itinerario e un progetto precisi. Tanto quanto le parole, leggere, sembrano scelte perché aderiscono alla perfezione al corpo del contenuto. Lievi tanto quanto basta per alzarsi in volo verso un livello di percezione altro, più vero: “perdo piani d'appoggio e scopro l'inganno dei confini”. Un vestito su misura, adatto per un viaggio verso l'intima profondità di questo instancabile equilibrista che è Matteo Gubellini. Un funambolo a suo perfetto agio sul filo sottilissimo che collega parole, disegno e musica.

Leggi l'intervista a Matteo Gubellini