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Nel cuore delle tenebre

Nel cuore delle tenebre

Il 29 dicembre del 1999 Thomas Ferrarese si trova sulla autostrada Bologna – Padova per portare a termine una delle consegne in cui consiste il suo lavoro. È notte fonda, l’ora in cui lui preferisce mettersi al volante. Arrivato al chilometro 65, Thomas decide di fare una sosta all’Autogrill Adige Est. All’interno del locale ci sono pochi avventori, in prevalenza camionisti. Thomas prende il suo caffè, fa una breve sosta al bagno e poi risale in macchina. Nel frattempo, comincia a cadere una neve finissima e Thomas decide di ascoltarsi un po’ di musica. Accende la radio, sintonizzata come sempre su RMC, ma all’inizio l’apparecchio trasmette solo una sorta di strana interferenza e poi comincia a diffondere le note di un pezzo strumentale che però presenta una sorta di continua e fastidiosa dissonanza. Thomas prova a cambiare alcune stazioni, ma su tutte si registra lo stesso identico difetto. Il fenomeno è molto strano e si ripresenta persino quando Thomas, esasperato, prende uno dei suoi CD di musica dance e lo fa partire. A quel punto l’uomo decide di spegnere tutto e di mettersi a cantare per conto suo, in modo da far passare il tempo. Arrivato al chilometro 98, Thomas vede un SUV grigio metallizzato capovolto, di traverso sulla corsia di emergenza. Ferma la sua BMW e va a soccorrere il conducente, che in modo confuso gli fa capire che l’incidente è stato causato dall’improvvisa apparizione, nel bel mezzo della strada, di una donna che l’urto ha poi sbalzato oltre il guardrail, sul prato limitrofo all’autostrada. Thomas va ad accertarsi delle condizioni della giovane, giusto in tempo per cogliere un ultimo movimento dei suoi occhi e sentire le sue labbra che, espellendo un ultimo getto di sangue, biascicano qualcosa in una lingua sconosciuta: “Faji i tyre”. Thomas torna dal conducente del SUV, chiama i soccorsi e cerca di tranquillizzarlo, poi rimonta sulla sua macchina e si dilegua nella notte. Ma le parole pronunciate dalla sconosciuta continuano a risuonare nelle sue viscere…

Nel cuore delle tenebre è un romanzo scritto a quattro mani da Danilo Arona e Edoardo Rosati, nomi ben noti ai cultori della letteratura horror e fantastica in lingua italiana. Il libro presenta una interessante commistione di elementi thriller e soprannaturali con temi legati alla medicina. Il protagonista, il professor Ludovico Fornari Assante, ribattezzato “Dottor Miracolo” per la sua capacità di trattare anche dei casi disperati, davanti ai quali tutti i suoi colleghi alzano le mani impotenti, è infatti un esperto di “medicina ectenica”, una disciplina che incrocia le acquisizioni della scienza ufficiale con saperi antichi che risalgono alle conoscenze iniziatiche degli antichi Druidi. Chiamato a fare i conti con una strana sindrome che colpisce giovani donne che muoiono di colpo nel sonno e che vengono ritrovate con le ossa completamente in frantumi, Assante dovrà fare ricorso a tutta la sua esperienza per riuscire a venire a capo del mistero. L’idea di partenza del romanzo è affascinante ma gli autori non riescono a fare emergere del tutto le potenzialità del tema. La narrazione stenta a decollare, soprattutto all’inizio, quando i diversi protagonisti della vicenda vengono presentati al lettore. Quando poi la storia entra nel vivo, la brevità dello sviluppo fa sì che non tutti gli spunti vengano trattati in modo completo (fra l’altro il fatto che Nel cuore delle tenebre sia “zeppo di funzionali digressioni in grado di generare (…) tanti altri plot a venire” è riconosciuto in modo esplicito da uno degli autori nella Prefazione al volume). Anche la spiegazione dell’origine della vera e propria maledizione che è alla base della catena di morti è risolta in modo abbastanza frettoloso e avrebbe meritato forse un trattamento più ampio. Nonostante questi limiti, il libro si lascia in ogni caso leggere con piacere grazie allo stile scorrevole e alla capacità degli autori di costruire singole scene di sicuro effetto. Nel complesso, un romanzo da consigliare solo ai veri appassionati del genere.