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Nella casa dei tuoi sogni

Nella casa dei tuoi sogni

Se esistessero un Tu del passato e un Tu del presente, come si interfaccerebbero? Cosa direbbe la Carmen del presente alla Carmen del passato? Secondo il “principio di autoconsistenza di Novikov”, se anche il viaggio nel tempo fosse possibile, non sarebbe comunque possibile alterare gli eventi successi. Dunque, la Carmen attuale, sposata, con un lavoro e una vita stabili, non avrebbe potuto interferire con la Carmen di allora, non avrebbe potuto impedire quello svolgimento di fatti. La casa dei suoi sogni (o così pensava) sarebbe comunque esistita, con il suo vialetto d’ingresso, le sue stanze. Lei, quella ragazzina minuta, veloce nei movimenti, impulsiva, sarebbe comunque esistita, con il suo essere selvaggia, passionale, intensa. Carmen la avrebbe ugualmente amata e il desiderio tra loro due sarebbe comunque esistito, con la stessa intensità, così irrazionale eppure così reale. Non ci sarebbe stato alcun modo per rimediare a quella relazione, a quella porzione di vita così violenta, nel bene e nel male. Carmen non avrebbe comunque dato retta alla sua Sé del futuro, non avrebbe creduto alle sue parole, così come non ascolta le sue amiche quando le fanno presenti quelle storture, quelle vaghe impressioni negative sulla moretta che le ha stravolto la vita. Finalmente ha trovato la donna dei suoi sogni, che la ama così com’è, che la desidera nonostante i chili di troppo, che le ha dato la casa dei suoi sogni, la vita dei suoi sogni...come può mai avvenire che tutto questo diventi un incubo?

Nella casa dei tuoi sogni è in primis un excursus nella dolorosa esperienza autobiografica dell’autrice, la scrittrice pluripremiata Carmen Maria Machado (dal cui primo libro, Il suo corpo e altre feste, sempre edito da Codice Edizioni, sarà tratta una serie tv). Più in generale è una sorta di viaggio guidato nella cultura queer, con tappe che spaziano dai personaggi dei cartoni animati alla letteratura, dalle canzoni alla filmografia. La guida di questo itinerario nella “casa dei sogni” è un’autrice sicuramente esperta, capace, che però, prima di essere tale, è una donna con un bagaglio importante, forte e intenso quanto la sua scrittura, che intende aprire davanti a tutti, per metterlo a disposizione di tutti. L’obiettivo di un archivio (dal greco archeion, “casa di chi regna”) dovrebbe essere questo: costruire una memoria collettiva e completa, delle radici a cui ognuno può attingere a posteriori. Purtroppo non è così, “chi regna” ha il potere di selezionare i ricordi da tramandare, di costruire un immaginario che spesso riflette una realtà fasulla. Ecco, dunque, che il mondo queer non solo è stato sottorappresentato in senso assoluto, ma a maggior ragione tutte le sue ramificazioni (come l’abuso domestico nelle relazioni omosessuali) sono state letteralmente amputate dall’archivio della memoria, come se non fossero mai esistite. Carmen mette nero su bianco la sua esperienza proprio perché è invece (e purtroppo) esistita e deve continuare a risuonare, a testimoniare la sua esistenza nella memoria collettiva, perché non si può alterare il passato, ma si può provare a costruire un futuro.