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Nella polvere e negli sputi

Nella polvere e negli sputi

Nel secondo dopoguerra le città italiane crescono con rapidità, sospinte dal boom economico e dall’espansione edilizia. A questa trasformazione si accompagna la progressiva scomparsa del verde, dei luoghi di gioco per bambini e degli spazi pubblici destinati alla vita quotidiana. Sono distrutte ville storiche, giardini e aree agricole. Ma la qualità di una città non dipende soltanto dai suoi monumenti, neanche per Roma, o dalla sua efficienza, ma soprattutto dalla possibilità offerta ai bambini e ai ragazzi di giocare, muoversi, praticare sport e crescere in ambienti salubri. Il confronto con Londra, Amsterdam, Zurigo, Stoccolma, Parigi e altre realtà europee evidenzia il ritardo italiano nella pianificazione degli spazi pubblici, mentre l’osservazione delle periferie romane restituisce il quadro di quartieri privi di servizi, dove il traffico sostituisce i campi da gioco e la speculazione edilizia prevale sull’interesse collettivo. La partecipazione dei cittadini, la scuola e la presa di coscienza dei giovani sono gli strumenti per rivendicare il diritto al verde, allo sport e a una città progettata come bene comune. L’urbanistica cessa di essere soltanto una disciplina tecnica e diventa una questione di salute pubblica, educazione e democrazia…

Con Nella polvere e negli sputi. Crescere nell’Italia del boom e altri scritti sulle città dei ragazzi (Donzelli, 2026), a cura di Giulio Cederna, con prefazione di Lorenzo Cantatore e postfazione di Enrico Zanchini, viene proposto un volto meno conosciuto di Antonio Cederna (1921-1996), giornalista, ambientalista e protagonista delle principali battaglie italiane per la tutela del paesaggio e del patrimonio storico. La raccolta seleziona articoli pubblicati tra il 1955 e il 1972 e li organizza in quattro sezioni che seguono l’evoluzione del suo pensiero: dalla denuncia della speculazione edilizia al confronto con i modelli europei, dalla centralità dell’infanzia come misura della qualità urbana fino al protagonismo civile dei giovani e dei comitati di quartiere. La scelta editoriale mette in evidenza un filone della produzione cederniana rimasto finora sullo sfondo, mostrando come la difesa del paesaggio si intrecci progressivamente con il diritto al gioco, allo sport e agli spazi pubblici. Prefazione, introduzione, postfazione e un ricco apparato iconografico e bibliografico accompagnano gli scritti senza appesantirli, collocandoli nel loro contesto storico e suggerendone l’attualità. Ne emerge un libro che ricostruisce una riflessione sulla città come ambiente educativo e sulla qualità dello spazio urbano come misura della vita democratica.