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Nelle miniere di Molooc

Nelle miniere di Molooc
Siamo alla terza avventura degli strani personaggi che, al grido di “Orrendi per sempre!”, partiranno anche questa volta con una nuova missione: viaggiare indietro nel tempo e nello spazio, per arrivare a Cormundia, nel medioevo, dove una bambina è nascosta e chiede aiuto. Perché? Bacca, così si chiama, ha i capelli rossi; il Granserviente Molooc, che vuole assoggettare la regione in nome di un dio che si è inventato di sana pianta, ha messo in giro la voce che tutti i bambini coi capelli rossi siano complici dei draghi e debbano pertanto essere mandati a lavorare in miniera, come punizione. Il tutto, ovviamente, è un piano del codardo cattivone per arricchirsi con l'oro che esce dalle grotte. Gli Orrendi irromperanno, con tutta la loro stranezza, in questo mondo corrotto e proveranno a risolvere la situazione, incontrando anche due nuovi compagni di avventure davvero... originali!
Nonostante il ritmo della narrazione sia un po' altalenante, questo libro è ricco di personaggi orrendi, certo, ma in senso positivo: c'è Morta, una vera e propria morta vivente (a cui manca qualche pezzo); Macabro, un morto vivente che porta addosso i segni della guerra; Spavento, una strana specie di lupo, sempre un po' zombie; Scossa, una ragazzina spavalda ed elettrica; Albein, un bambino supergenio che parla con Lalla, la macchina del tempo, come se fosse sua sorella; e ci sono poi i loro amici, tutti rigorosamente strani. Potranno sembrare forzatamente strani, ma la cosa non disturba affatto, anzi, permette che siano perfettamente riconoscibili, a patto che si riesca a ricordarli tutti. Il loro caratterino irriverente, poi, li rende tutti simpatici (tranne Nanoz, un nano dal piglio deciso e dalle imprecazioni improbabili, che il lettore amerà o odierà). Vengono subito in mente i libri della serie “Piccoli brividi”, e in effetti il romanzo ne mantiene comunque la struttura senza grandi pretese e la semplicità, superando però i suoi predecessori per le battute argute e la ricerca di originalità nella trama (ricerca a volte coronata da successo). La vita degli Orrendi è un po' complicata: è difficile fare del bene e piacere alla gente se sei senza un occhio, o se sei un morto che cammina, o se elettrizzi tutto nel raggio di cinque metri; loro però non si arrendono e continuano la loro missione, animati da una grande generosità e un invidiabile coraggio, che apre i cuori anche dei più diffidenti.