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Nero orchidea

Nero orchidea

Il taxi si ferma al 918 della Trentacinquesima Strada Ovest. Antonio Sanvitale riconosce immediatamente l’edificio a tre piani di cui l’ultimo occupato dalla serra. Tutto corrisponde alla foto trovata sulle annate del “New York Times”. Con lui si trova sua madre Lucrezia Sanvitale, nota star del cinema di un tempo che in tanti hanno ammirato sia in Italia che negli Stati Uniti. La donna non si trova per niente a suo agio, un po’ come alla sera di una prima. Antonio prova a bussare ma la casa sembra disabitata. Quando stanno per andarsene la porta finalmente si apre e appare un uomo alto, vestito bene in giacca e cravatta marrone su camicia azzurra, brizzolato, viso segnato e sulla settantina. Non crede a quello che sta vedendo in quel momento. Abbraccia la donna e Antonio riconosce immediatamente nei lineamenti dell’uomo i suoi. Si presenta come Archie Goodwin. La fama del suo nome lo precede, uno dei più abili investigatori di New York, l’uomo d’azione di Nero Wolfe e d’ora in poi anche padre dell’Antonio Sanvitale. Un’eredità importante che ritornerà molto utile quando purtroppo il suo caro amico Gabriele Malfitano viene ucciso nel cortile del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la statua della Venere Callipigia viene trafugata. Antonio quindi, da gestore di B&B, si dovrà improvvisare investigatore...

Edoardo Guerrini è torinese di nascita ma la sua città del cuore è sempre stata Napoli. È un biologo specializzato nella salute del pianeta. La sua grande passione per la lettura, soprattutto per i grandi classici e le detective stories à la Rex Stout, lo ha portato a cominciare a scrivere. I risultati finora sono stati molto buoni compreso questo Nero orchidea, il suo quarto romanzo. Un lavoro che mescola atmosfere da giallo classico con Nero Wolfe con thriller più moderni, dato che in questo caso Sanvitale dovrà vedersela con alcuni oligarchi russi e le loro milizie mercenarie private come la Wagner. Elemento quest’ultimo quasi profetico, dato che la stesura del romanzo risale al 2020, anticipando di molto gli accadimenti a livello globale. Il volume appare, fin dal titolo e dalle prime pagine, un nitido omaggio a Rex Stout e ai suoi personaggi. Anche i personaggi di Nero orchidea sono molto ben caratterizzati come la madre di Antonio Lucrezia Sanvitale, l’amica Elisa Mascia e la responsabile di ferro e chef del B&B Liz Gandolfini. Il mix tra scene d’azione e momenti più riflessivi è ben equilibrato. Con una trama ben articolata e una narrazione molto fluida e ricca di tematiche interessanti, il romanzo convince. È già previsto un seguito.