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Nerone

Nerone

68 d.C., Roma. Locusta è un’avvelenatrice di professione. Ha anche fondato un’accademia per tramandare il suo sapere perché nell’Urbe, di avvelenatori, ce ne sarà sempre bisogno. L’imperatore Galba, salito al trono dopo la morte del suo predecessore Nerone, l’ha appena imprigionata, ma lei è certa che si tratti di una farsa per poter usufruire di nascosto dei suoi servigi. Trenta anni prima, circa. Lucio Domizio Enobarbo ha tre anni e sua madre Agrippina Minore è appena stata mandata in esilio da suo fratello, l’imperatore Gaio Giulio Cesare Germanico, meglio conosciuto come Caligola. Il piccolo è seduto sul ponte di una nave su un lago illuminato dalla luce della luna insieme all’imperatore suo zio, intento a intonare lodi alla dea Diana. Tutto a un tratto Caligola lo afferra e, deciso a offrilo in sacrificio alla dea, lo getta nelle acque nere. È Cherea a portarlo in salvo, tra le risa animalesche di scherno dell’imperatore. Lucio è un bambino gradevole, ma timoroso. Orfano di padre e strappato alle cure materne senza saperne il motivo, vive nella casa di campagna insieme alla zia Lepida, che è solito chiamare Farfalla. Adora quando gli racconta storie legate a suo padre, Gneo Domizio Enobarbo, morto prima che lui nascesse. Da lei apprende che suo nonno paterno era un console e, soprattutto, un auriga. Lucio ne è affascinato: uno dei suoi passatempi preferiti, infatti, è far gareggiare sul pavimento i suoi carri giocattolo d’avorio e sogna di poter correre presto lui stesso in una vera gara. Lepida lo affida ben presto alle cure di due tutori, Castore e Paride. Proprio quest’ultimo, capace di trasformarsi completamente durante le sue sessioni di recitazione, gli spiega che gli attori sono capaci di far vedere e sentire agli spettatori la magia, che è in realtà solo nei loro pensieri. Ma Lucio scopre ben presto che la magia è proibita, anche se nella casa della zia Lepida viene spesso praticata...

L’autrice statunitense Margaret George è specializzata in romanzi storici che spaziano dall’Inghilterra di epoca Tudor alla Roma antica, passando per la guerra di Troia e la Palestina dell’anno 0. Nerone è il primo romanzo che la George ha dedicato a uno dei più discussi imperatori romani. Nel 2018 è seguito il secondo e ultimo capitolo, The Splendor before the Dark, a oggi ancora inedito in Italia. Nerone, o Lucio Domizio Enobarbo, nato ad Anzio il 15 dicembre del 37 d.C., ultimo appartenente alla dinastia giulio-claudia a salire sul trono imperiale di Roma, regnò dal 54 al 68 d.C., anno della sua deposizione e morte a soli trenta anni. La sua vita, come ben noto, è un turbine di intrighi, tradimenti e inganni, protagonista dei quali molto spesso è proprio sua madre Agrippina Minore. Nel 49 d.C. il filosofo Lucio Anneo Seneca diventa il suo precettore e grazie a lui Nerone ha la possibilità di nutrirsi di un pensiero illuminato che cercherà di applicare una volta salito sul trono. Molto si è discusso sulla figura di Nerone già in epoca antica. I suoi contemporanei lo accusavano, infatti, di atrocità indicibili, tra cui innumerevoli persecuzioni contro i cristiani e di aver appiccato il famoso incendio che per due giorni, dal 19 al 21 luglio del 64 d.C., rase al suolo gran parte della città di Roma. Tutte queste accuse, non sempre fondate, gli fecero meritare la damnatio memoriae, ovvero la cancellazione di qualsiasi traccia della sua esistenza dopo la morte. La storiografia contemporanea, al contrario, tende a metterne in luce anche le sue qualità, come l’essere un protettore delle arti, dello sport, nonché un sovrano molto amato dal suo popolo. Questo romanzo segue la visione moderna della critica neroniana. L’imperatore viene descritto fin dalla tenera età con la tecnica narrativa dell’io narrante, che rende il lettore ancora più partecipe della sua vita e del suo pensiero. È un Nerone, o meglio, un Lucio giovane, puro e pieno di sogni per il futuro, che tende a osservare la realtà malvagia che lo circonda con la speranza di evitare di commettere i medesimi errori una volta cresciuto. Le vicende descritte ricalcano con attenzione e precisione gli avvenimenti storici, segno di un puntuale studio del periodo da parte dell’autrice. A questi si aggiunge qualche lecita licenza poetica, che rende l’intero romanzo ancora più attraente all’occhio del lettore. Decisamente consigliato, in attesa che ne venga finalmente pubblicato in Italia il seguito.