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Nerone - La rinascita di Roma e il tramonto di un imperatore

nerone

Roma sta ancora bruciando. È il 29 luglio del 64 d.C. e un bambino, piccolo e povero, si aggira tra le macerie per cercare casa sua e suo padre. Sono passati dieci giorni da quando suo padre lo ha svegliato all’improvviso per condurlo, insieme con la sorellina, fuori di casa, del quartiere, della città. Suo padre quelle strade le conosce tutte benissimo: è il tabellarius, il postino e riesce a trovare passaggi e scorciatoie ancora accessibili per portare in salvo i figli fino all’azienda agricola di uno zio, sulla Flaminia. L’uomo, però, poi è tornato in città per aiutare a spegnere l’incendio e per tentare di salvare chi si trovava intrappolato o in difficoltà. Fatto sta che da giorni non se ne hanno notizie e il bambinetto, già orfano della madre, morta di parto, va a cercare quest’ultimo punto di riferimento che gli è rimasto. Avanza tra le macerie nella speranza di trovare casa sua, ma tutto è irriconoscibile. Non ha niente con cui orientarsi, fontane, incroci o botteghe. Solo quando si rende conto di trovarsi in un groviglio di cadaveri completamente anneriti dal fuoco e con i soli denti bianchi a confermare che si tratta di umani, il ragazzino urla e scappa via in lacrime. Si ferma solo quando le braccia possenti di Vindex lo fermano. È uno dei due vigiles (con Saturninus) che si sono occupati del grande incendio di Roma. Gli altri vigiles si trovano altrove, o sono morti nel fuoco, per il fumo, o imprigionati sotto i crolli. Il loro attuale compito è arduo: vigilare sulle rovine per proteggerle dagli sciacalli, ma anche controllare i detriti per spegnere eventuali focolai da dove potrebbe ripartire l’incendio. Il ragazzino continua a cercare suo padre. Ma c’è anche un altro che sta seguendo le ricerche tra le macerie di quella che è stata la casa del suo vero padre e dove lui si ricorda felice. È Nerone…

Si conclude la “Trilogia di Nerone”, che gira quasi interamente intorno all’anno 64 d.C., prima, durante e dopo il grande incendio di Roma di cui Nerone è da sempre accusato ingiustamente. Un intero team di esperti e consulenti messo insieme per un resoconto di siffatta precisione (almeno fin dove è stato possibile) è stato messo insieme da Alberto Angela per la pubblicazione di questi tre volumi, da cui si evince che Nerone aveva indubbiamente nemici potenti, soprattutto in termini di maldicenze e nell’instillare dubbi che sono durati per millenni e che hanno percorso velocemente le vie di Roma. Nerone l’incendiario, Nerone l’incapace, Nerone il folle, un bambino bistrattato da molti. Alla fine del terzo volume di Angela, però, Nerone è una figura in parte riabilitata. In parte, perché alcune cose da imputargli ci sono! Restano molti interrogativi, soprattutto quelli legati alla persecuzione dei cristiani e al martirio di San Pietro: senza l’incendio di Roma e il successivo scarico di colpe da parte di Nerone sui cristiani, diventati così capro espiatorio, sarebbe stata la stessa cosa? Certo la religione cristiana aveva solidi argomenti alla base, ma forse l’evoluzione sarebbe stata diversa senza le fiamme distruttive del 64 d.C., con relative situazioni contingenti tra l’esistenza del Vaticano, le crociate, l’arte del Quattrocento e del Cinquecento, il protestantesimo e molto altro che resterà comunque nel paradiso delle congetture. Un grande viaggio nel passato, comunque, con lo scopo, così come espressamente dichiarato dallo stesso Alberto Angela, di puntare l’attenzione a questo anno, il 64 d.C., che nell’arco di dodici settimane, dall’incendio di Roma al martirio dei cristiani, ha trasformato la Storia e cambiato “un’area piuttosto anonima in uno dei luoghi più significativi per la religione e per gli assetti geopolitici del pianeta”. A ben riflettere, un enorme “buco nero”, di cui non sapremo mai nulla.